Chi ha vinto nel referendum?

Quella referendaria non è stata la vittoria dei partiti di opposizione. Certo essi hanno avuto un peso rilevante: ma il loro apporto è arrivato per ultimo, dopo quello, decisivo, dei magistrati, della società civile e del sindacato. Mentre la campagna referendaria ha segnato il riavvicinamento alla politica di settori che si erano fatti da parte delusi: i giovani, il Sud, le periferie. È un segnale da cogliere.

La città, la democrazia, la rendita

Le nostre città propongono sempre più il ruolo centrale della rendita a beneficio della finanza, dei grandi fondi, delle piattaforme digitali. Le case si trasformano, da luoghi di abitazione, in merci su cui speculare e i poveri diventano scarti di produzione, rifiuti da espellere nelle periferie, nei centri suburbani, nell’hinterland. La rendita e la connessa repressione diventano così i nemici più insidiosi della città e della democrazia.

Milano, secondo atto

Dopo la bufera giudiziaria, l’establishment milanese, la sua politica e i suoi media corrono ai ripari. Ci vuole un cambiamento, purché sia solo apparente. Si parlerà un po’ di più di coesione sociale, di situazione delle periferie, di problemi dell’abitare: una riverniciata per continuare come prima. Eppure quel che occorre non è un “secondo atto” della stessa politica. Bisogna cambiare spettacolo, regista e compagnia.

Catania tra mancato sviluppo e disuguaglianze

Catania è una città divaricata con un’enorme sacca di marginalità sociale. Disuguaglianza e spreco di capitale umano rendono asfittico lo sviluppo della sua economia. Così essa si conferma come città del loisir, polo di attrazione commerciale per la Sicilia orientale, ma la bellezza del barocco non basta a nascondere sporcizia, strade dissestate e degrado delle periferie o dei vecchi quartieri del centro storico.

Educare la città: un’esperienza

C’è chi dice che il “decreto Caivano” e le operazioni di polizia promosse dal Governo nei giorni scorsi, pur non risolutive, sono, almeno, un segnale di attenzione e un inizio, mentre i critici non sanno proporre nulla. Non è così. Ci sono state (e ci sono) nel Paese esperienze virtuose (e ignorate) di contrasto della devianza giovanile con esiti di grande rilievo. Una di queste è stata realizzata, anni fa, a Torino.

Torino tra crisi, grandi eventi e parole tabù

La crisi a Torino si tocca con mano. Nonostante i grandi eventi, Eurovision e Fast & Furious. A mancare è un’idea, un progetto di città futura. Eppure tutto tace. E le domande fondamentali restano senza risposta: quali sono le priorità? i disegni, le visioni, i progetti che le individuano? E dove sono i pensatori, gli intellettuali, i visionari che animano il dibattito pubblico?

“I miserabili”

“I miserabili” del francese Ladj Ly è la cronaca drammatica di una detonazione che ha la sua miccia nel furto di un cucciolo di leone del circo. La caccia al felino e all’uomo crea una sorta di effetto domino per il quale le tensioni, gli odî, le rivalità, le differenze e le ingiustizie esplodono, fino alla disperata e tragica rivolta finale.