La destra italiana è fascista

La destra italiana – Fratelli d’Italia, in primis: ma anche la Lega e, per certi profili, Forza Italia – è una destra di stampo fascista? Alla domanda risponde, affermativamente, l’ultimo libro di Tomaso Montanari che si addentra, testi alla mano, nell’abisso di quel che, con la Costituzione antifascista, si voleva cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, l’antisemitismo, il patriarcato, l’autoritarismo, le diseguaglianze, l’indottrinamento.

Öcalan: la democrazia oltre lo Stato

La nozione di “società democratica” di Öcalan implica un ripensamento profondo del rapporto tra individuo, comunità e potere. In contrapposizione alla centralità dello Stato-nazione inteso come dispositivo di omogeneizzazione e controllo, Öcalan propone una visione fondata sull’autonomia locale, sulla pluralità delle identità e sulla partecipazione diretta.

Epstein e lo spirito neopatriarcale del capitalismo

Epstein e i suoi uomini sono la parte emergente di una contraddizione che non si elimina nei tribunali e che sta nel cuore dell’Occidente capitalistico e nella falsa coscienza liberale, incapace di mettere in discussione la sua razionalità predatoria. Il dominio di questa nuova classe è l’espressione di una vera e propria visione del mondo che si traduce in un potere senza limiti.

Epstein e i confini morali delle democrazie

I milioni di documenti contenuti nei cosiddetti Epstein files rappresentano una delle tracce più consistenti per ricostruire dall’interno una storia economica, politica e morale del neoliberismo, nonché del suo sadismo e della sua capacità di smantellare le democrazie e orientare l’ordine del mondo. Per questo non conviene né minimizzarne né ignorarne gli effetti morali e politici.

No al femminicidio e no all’ergastolo

Da sempre, nel nostro paese, l’impegno istituzionale contro il femminicidio prevede risposte disorganiche e punitive, senza alcuna strategia strutturale di lotta preventiva al modello culturale e sociale che lo alimenta. Nella stessa logica si muove la proposta di introdurrre un reato ad hoc puntito con l’ergastolo: proposta illusoria e ingannevole che, per ribaltare il patriarcato, si appoggia su di esso e sul suo strumentario.

Tra cinema e realtà: un domani ancora da conquistare

In questi giorni di lutto e di rabbia, seguiti all’assassinio di Giulia Cecchettin, il cinema ha qualcosa da dire. “C’è ancora domani”, di Paola Cortellesi, ci ricorda la difficoltà dell’uscita dal patriarcato. Una strada in parte percorsa (il divorzio, l’aborto, la riforma del diritto di famiglia, l’abolizione del delitto d’onore) ma che richiede altre tappe, senza negazionismi e con dure lotte.

Segnali di vita a sinistra?

Ci sono segnali di vita a sinistra. Non si colgono solo nelle case e nei cortili, ma anche nelle pubbliche piazze. Ma è presto per dire che “la sinistra sta tornando”. Prima deve scegliere a cosa tiene: alla normalizzazione o al conflitto? Vuole sfidare la storia o vuole solo approfittarne e, ancora una volta, affidarsi esclusivamente alla propria volontà di governare? Senza risposte appropriate a questi interrogativi i segnali di vita saranno, ancora una volta, illusori.

Il campo di battaglia del patriarcato vacillante

I femminicidi non sono un fatto nuovo nella lunga storia del patriarcato. Ma ne sono un sintomo. Finché le donne sopportavano in silenzio, non c’era bisogno di sopprimerle, bastava un ceffone per tenerle in riga. Oggi la libertà femminile e la fine del consenso femminile al dominio maschile hanno inferto una ferita insanabile al patriarcato, che proprio perché è ferito e destabilizzato reagisce con maggiore violenza