La necessità della pace. La necessità del diritto

Di fronte ai crimini gravissimi contro l’umanità e al “rischio di genocidio” in atto nella striscia di Gaza, rilevati anche dalla Corte Internazionale di Giustizia e dalla Procura presso la Corte Penale Internazionale, i giuristi non possono restare silenti. Perché se i limiti e i vincoli che scaturiscono dal diritto internazionale diventano irrilevanti è la stessa sopravvivenza dell’umanità che viene messa a rischio.

Lettera agli “amici” di Israele

Sono molti gli “amici” di Israele che operano per negargli ogni possibilità di pace oggi e in futuro: tra gli altri le comunità ebraiche, i politici che si oppongono al cessate il fuoco, i socialisti europei, il Governo italiano. Ad essi pongo una domanda: ma pensate davvero che, con le sue scelte di distruzione del popolo palestinese, Israele costruisca uno Stato sicuro e in pace e non alimenti invece un crescente antisemitismo?

24 febbraio: giornata di mobilitazione nazionale. L’Italia deve dire basta alla guerra!

24 febbraio 2024. Giornata nazionale di mobilitazione nelle città italiane per il cessate il fuoco immediato in Palestina e in Ucraina, per ribadire il NO a tutte le guerre e il NO al riarmo, per costruire un mondo di pace, di sicurezza e di benessere per tutte e per tutti. “Fermiamo la criminale follia delle guerre!”. “L’Italia deve dire basta alla guerra!”. Lo deve dire ora!

La lezione di Bobbio sulla democrazia e sulla pace

Due insegnamenti di Bobbio, scomparso 20 anni fa, sono di particolare attualità. Uno riguarda la democrazia e i suoi requisiti minimi (tra cui l’egual peso del voto, l’esistenza di alternative e il rispetto della minoranza) senza i quali non può ritenersi tale; l’altro, pur sofferto, riguarda la guerra che, di fronte alla smisurata potenza distruttiva delle armi atomiche, ben difficilmente può essere definita giusta.

È la pace la precondizione della giustizia, non il contrario

L’idea che non possa esservi pace senza giustizia, pur sostenuta dai più, è infondata e fallace. L’impostazione va piuttosto capovolta: non è possibile la giustizia, senza che vi sia la pace, che è, appunto, precondizione per risolvere le questioni con giustizia. Pensare il contrario significa, a ben guardare, voler imporre la propria visione della giustizia, e cioè una certa civiltà e un certo sistema di valori.

L’Europa, la sinistra e la necessità di pensieri lunghi

Senza radicamento sociale la sinistra non esiste, ma cercare quel radicamento nei confini dei singoli Stati è illusorio e sbagliato. I grandi temi della sinistra, dalla pace alla lotta contro le alterazioni climatiche e il capitalismo che le produce, hanno una inevitabile dimensione sovranazionale. Lo stato di salute della sinistra in Europa è demoralizzante, ma non lo si cura senza pensieri lunghi e un po’ di utopia.

Giorgia Meloni, Lilli Gruber e la cultura patriarcale

A Lilli Gruber che le contesta una cultura patriarcale, Giorgia Meloni risponde con una foto di famiglia tutta al femminile. Ma la foto che si richiede a un presidente del Consiglio (come Meloni ama definirsi) è quella della famiglia politica, non di quella biologica. E quella foto rivela in modo univoco un doppio disprezzo: per l’emancipazione e la libertà delle donne e per la pace (e i pacifisti), due facce della stessa medaglia.

Segnali di vita a sinistra?

Ci sono segnali di vita a sinistra. Non si colgono solo nelle case e nei cortili, ma anche nelle pubbliche piazze. Ma è presto per dire che “la sinistra sta tornando”. Prima deve scegliere a cosa tiene: alla normalizzazione o al conflitto? Vuole sfidare la storia o vuole solo approfittarne e, ancora una volta, affidarsi esclusivamente alla propria volontà di governare? Senza risposte appropriate a questi interrogativi i segnali di vita saranno, ancora una volta, illusori.