L’imam Mohamed Shahin, noi, il maccartismo

L’imam della moschea torinese di San Salvario, Mohamed Shahin, da più di 20 anni in Italia, protagonista del dialogo interreligioso e profondamente impegnato nel contesto sociale, è stato colpito da un provvedimento di espulsione. La sua colpa? Essere punto di riferimento della mobilitazione in favore della Palestina. È un nuovo maccartismo prodromico al fascismo.

Trump e l’orizzonte della repubblica imperiale

L’invio della guardia nazionale a Washington come reazione a un “panico morale” alimentato ad arte dallo stesso Trump indica una tendenza autoritaria dotata di una capacità destabilizzante superiore a quella del fascismo. E la stessa tendenza si sta manifestando anche in Europa – da Londra a Berlino passando per Roma – senza che si manifestino un’opposizione e una resistenza dotate di una chiara visione del futuro.

237 professori di diritto pubblico: “Il decreto sicurezza viola la Costituzione”

Ci sono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è possibile tacere. È il caso del decreto sicurezza nel quale il filo che lega il metodo e il merito rende esplicito un disegno complessivo, che tradisce un’impostazione autoritaria, illiberale e antidemocratica, non episodica od occasionale ma mirante a farsi sistema.

Dopo Ramy: violenza, ordine pubblico, ipocrisia

In alcune manifestazioni di protesta per la morte di Ramy Elgaml ci sono stati scontri tra dimostranti e forze di polizia. Come, in casi analoghi, a Los Angeles, a Lione o a Londra. Ma la maggior parte della politica ha preferito ignorare le ragioni della protesta e invocare repressione per i manifestanti e impunità per la polizia. Ancora una volta, meglio raccattare qualche voto in più che affrontare i problemi…

Manganelli e impunità

Due docenti universitarie, qualificandosi, si interpongono, per evitare scontri, tra gli studenti che manifestano e le forze di polizia che li fronteggiano. Il risultato è che vengono anch’esse manganellate. Ma per il pubblico ministero, investito del conseguente procedimento per lesioni, non ci sono reati. Evidentemente l’opzione per l’impunità della polizia “a prescindere” è non solo di parte della politica ma anche di molti magistrati.

Dall’hard al soft: strategia della tensione 2.0

Le proteste contro la guerra fanno tremare le classi dirigenti dell’Occidente. Da qui una versione aggiornata della strategia della tensione: i media producono e diffondono, a partire alle manifestazioni pro-Palestina, un senso di panico, dipingendo i dimostranti, seppur senza fondamento, come intolleranti, violenti, potenziali terroristi. E la criminalizzazione del dissenso favorisce l’irrigidimento autoritario del sistema.

Una diversa idea di ordine pubblico

Nell’immaginario collettivo l’idea di ordine pubblico è associata a un territorio militarizzato, a polizia in assetto antisommossa, a manganelli e gas lacrimogeni, ad arresti e processi con rito direttissimo. È, del resto, quel che accade intorno a noi. Ma non è necessariamente così. Conflitto e ordine pubblico sono concetti polivalenti che si prestano a declinazioni e pratiche diverse. Il punto è l’obiettivo che si persegue…