Strumentalizzare i migranti: quando la vergogna non ha limiti

Nella campagna referendaria per il Sì si è superato ogni limite. I migranti sono stati deumanizzati e trasformati in oggetti, in strumento per colpire i giudici e le regole. Il messaggio è: “migranti delinquenti liberati da giudici politicizzati”. Ma che valore può avere una riforma che ha come fondamenta l’odio, il razzismo, il culto del nemico alle porte e del traditore della patria in casa?

La tragedia e la speranza della Storia

In Palestina le vittime diventano carnefici e si ridisegna la Storia che ci siamo sforzati di cancellare. Ciò accade anche perché la memoria della tragedia è spesso rituale e non si trasforma in pentimento. Eppure c’è una speranza, seppur piccola e in prospettiva: se, dopo tanto odio, è intervenuta, tra tedeschi ed ebrei una solida amicizia, lo stesso può accadere, in un futuro da costruire, anche tra israeliani e palestinesi.

I cyberbulli non sono alieni. Intervista a Vera Gheno

Il cyberbullismo, sostiene Vera Gheno, ha radici profonde: nelle paure, nel dolore, nel malessere delle persone, amplificati dalla pandemia e, parallelamente, in un clima politico e culturale che ha sdoganato aggressività e prevaricazione. Ma, se è così, non servono divieti e indicazione di prospettive apocalittiche. Serve, piuttosto, una paziente attività educativa e preventiva.

MAGA: l’utopia reazionaria di Donald Trump

“MAGA” (ovvero “Rendiamo l’America di nuovo grande”) è l’utopia reazionaria di Trump 2.0: la promessa di una comunità basata su un ordine sociale gerarchico e razzializzato. Il patto del sogno americano si basava sullo scambio tra lavoro e sicurezza socioeconomica. In una società strutturalmente ineguale quel sogno è svanito e il sentimento chiave non può che essere l’odio: verso i diversi, i nuovi immigrati, le donne.

Io sono (e resto) Giorgia

Giorgia Meloni è molto brava a recitare e ha scelto un copione rassicurante per l’establishment: quello di una destra neoliberista, ultra-conservatrice, atlantista e guerrafondaia. Ma la sua storia e mille indizi mostrano che, al di là della recita, la sua autentica visione della società è molto vicina a quella del generale Vannacci. Del resto basta leggere un suo libro di appena quattro anni fa.

Civitanova, Italia: ammazzare un “negro” nella generale indifferenza

Alika è stato ammazzato di botte e il suo aggressore, per completare l’opera, gli si è seduto sopra e gli ha schiacciato la testa a terra. Nell’indifferenza generale o nella curiosità morbosa. La sua colpa? Era nigeriano, nero. Facile dire che il suo assassino è un poveretto, con disturbi mentali. Sarà anche così. Ma l’omicidio è il frutto di un razzismo e di un odio predicati a piene mani.

Marylin

Marylin ha gli occhi neri

Il tema centrale di “Marylin ha gli occhi neri”di Simone Godano, è proprio il confronto con un modello irraggiungibile che è all’origine della nevrosi e dell’infelicità non solo dei protagonisti ma anche, spesso e volentieri, di noi spettatori. Con una lezione non da poco: che l’empatia verso gli altri passa, prima di tutto, dall’accettazione di sé stessi.