La memoria perduta

Mentre la guerra non conosce soste, continua nel nostro Paese la rimozione della memoria. Ne sono segnali univoci gli attacchi scomposti all’ANPI e l’istituzione di una giornata del ricordo all’apparenza dedicata al corpo degli alpini ma in realtà celebrativa del nazionalismo e della guerra. È la distruzione di una storia e di una cultura. Ovviamente per sostituirla con un’altra.

Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo

Il revanscismo fascista, forte di appoggi, mezzi e organizzazioni, strumentalizza con crescente successo le drammatiche vicende del dopoguerra al confine orientale e il Giorno del Ricordo. A ciò un’Università doverosamente antifascista deve contrapporre lo studio e l’approfondimento rigoroso e indipendente dei fatti. Incurante degli attacchi e dei tentativi di indurla al silenzio.

Il fascismo eterno. Un rilettura di Umberto Eco

Mentre i simboli del fascismo tornano a infestare le nostre città, il monito di Umberto Eco sul “fascismo eterno” si mostra particolarmente attuale: «Il fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme ‒ ogni giorno, in ogni parte del mondo. […] Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai».

Stare nei territori, ma anche ridefinire un progetto

Stare nei territori e costruire reti è fondamentale ma non basta. È necessario, insieme, definire un progetto alternativo di società, senza il quale i tanti movimenti settoriali non possono produrre cambiamento. Per gran parte del secolo scorso quel progetto è stato il socialismo. Poi è calato il silenzio. Oggi occorre recuperare progettualità e memoria.