Ezio Bertok è socio fondatore del Controsservatorio Valsusa di cui è stato presidente dal 2020 al 2024. E' coordinatore del Centro di documentazione Emilio Tornior (https://www.traccenotav.org/)

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C’era una volta il West. Anzi, in Val di Susa, c’è ancora

In Val di Susa sembra esserci ancora la legge del West, cioè la legge del più forte. Di Telt (la società per la costruzione del tunnel della Torino-Lione) e delle “forze dell’ordine” che la proteggono. Accade così che, prima degli espropri, vengano occupati militarmente terreni di privati cittadini, chiuse le strade e sospeso il collegamento ferroviario. Ma, ancora una volta, i No Tav non ci stanno e organizzano la resistenza.

Resistenze parallele

L’8 dicembre i No Tav hanno sfilato in corteo, come ogni anno dal 2005, per ricordare la “presa di Venaus”, tappa importante dell’opposizione contro la follia di un treno inutile e devastante. Tra gli anziani che passano il testimone e i giovani che lo raccolgono riecheggiano ricordi della Resistenza che ha attraversato la valle. Quei richiami ripropongono il valore dell’antifascismo e lanciano un invito a tutti: se non ora quando?

Refuse d’entrée. Vietato l’ingresso in Francia ai No Tav

Anche sul versante francese cresce l’opposizione al Tav che organizza una grande manifestazione a Saint Jean de Maurienne. Le istituzioni francesi rispondono con un surplus di repressione, che coinvolge anche gli italiani diretti alla manifestazione, ai quali è impedito, di fatto o con un foglio di via, l’attraversamento della frontiera. La motivazione? Sono no Tav e, quindi, pericolosi per l’ordine pubblico e non solo…

Marziani in Val di Susa

I no Tav sono imprevedibili. Otto anni fa, si erano messi in fila in 1054, sotto la neve, per acquistare il loro fazzoletto di terra nella zona dove sarebbe sorto il cantiere in modo da potersi opporre, a tempo debito, agli espropri. Ora quel tempo è arrivato. Gli espropri sono cominciati e sembra proprio una cosa da marziani.