Il problema non è l’astensionismo, ma siamo noi

L’astensionismo cresce. Tutti, a parole, si stracciano le vesti ma, poi, praticano politiche che lo favoriscono. Vale per la destra, e ci sta. Ma vale anche per il Pd. Eppure è chiaro: la polarizzazione, la personalizzazione della politica e la cosiddetta vocazione maggioritaria non incoraggiano certo gli elettori a recarsi alle urne. Dunque, se si insiste su quella strada, il problema non è l’astensionismo ma chi insiste.

E se la via d’uscita fosse la legge elettorale proporzionale?

Lo strapotere del Governo è la cifra del nostro sistema ed è la causa del suo deterioramento. L’introduzione del premierato non farebbe che confermare quanto già di distorto vi è nella prassi. Per restituire credibilità al sistema occorrerebbe ripristinare un sistema elettorale proporzionale senza correttivi. Una legge elettorale proporzionale non sarebbe, in sé, salvifica, ma potrebbe esserlo l’idea di società che porta con sé.

Per una “coalizione d’emergenza” nel maggioritario

Per arginare gli effetti di una legge elettorale truffaldina e impedire una vittoria della destra al di sopra della sua effettiva consistenza occorre dar vita, per la quota maggioritaria, a una coalizione d’emergenza senza preclusioni per alcuno (ferma la soggettività di ogni forza politica, che si manifesterà nel proporzionale). È quanto chiede un appello di intellettuali e giuristi.

Proporzionale è meglio

Governabilità e maggioritario sembrano parole vincenti. Soprattutto nel mezzo di una crisi di governo incomprensibile ai più. Ma le ragioni della crisi sono politiche e non stanno nel sistema elettorale. La pratica della democrazia è difficile ma non ci sono scorciatoie e il sistema proporzionale ne è garanzia insostituibile.

PD e maggioritario: il suicidio annunciato

C’è, oggi, una sola certezza: la vittoria, nelle prossime elezioni, della destra eversiva. Una modifica della legge elettorale in senso maggioritario aggiungerebbe alla vittoria un congruo regalo di seggi, blindando così ogni riforma costituzionale. Eppure il Partito democratico insiste: “Viva il maggioritario!”. Se non è un suicidio, poco ci manca.