Per un no sociale

Il referendum sulla giustizia non è una questione tecnica. Riguarda la possibilità che esistano limiti al potere di chi governa. E riguarda, soprattutto, la possibilità che chi sta in basso possa prendere parola, difendersi, dissentire, organizzarsi. Dire No non significa difendere lo status quo. Non significa idolatrare la magistratura. Questo No deve essere un No sociale, perché ciò che viene colpito è il conflitto democratico.

La destra, la proprietà, la Costituzione

La destra vuole introdurre, per gli sfratti, una procedura amministrativa priva di garanzie, anche in presenza di esigenze sociali ostative, facendo prevalere in toto le ragioni della proprietà sulle esigenze abitative delle fasce economicamente più deboli. Dimentica, la destra, che il diritto di proprietà, un tempo inviolabile, è diventato, con la Costituzione, un diritto limitato a fini di utilità e accessibilità sociale.

La forza nuda del potere

Il potere è senza remore. Non ha vergogna della sua protervia, ma la rivendica. Chi osa evocare il diritto è dileggiato, la politica è privatizzata, i diritti sono ignorati, neanche più distorti a coprire politiche di potenza. Nell’assenza di ogni limite, l’unica logica è quella della forza, l’unico futuro è la guerra. È contro questo stato di cose, non per un’Europa indefinita, che occorre scendere in piazza.