Lo sport tra vetrina e strumento di democrazia

Lo sport è una metafora della società. La sua essenza non è la prestazione ma la capacità di cogliere il senso della sconfitta e quello della vittoria. E, per questa via, di interrogare la società, di disturbare il potere, di difendere la complessità. La politica sportiva dovrà, dunque scegliere se usare lo sport come vetrina o riscoprirlo come strumento di civiltà, sapendo che non servono più stadi se non si formano cittadini.

Dopo l’affettività e la sessualità, a quando il consenso per la filosofia?

Un emendamento a un progetto di legge vieta le attività di educazione all’affettività e alla sessualità nella scuola dell’infanzia e in quella primaria e secondaria di primo grado e le subordina, nelle superiori, al consenso delle famiglie. A quando l’indice dei filosofi proibiti e la censura, per il carattere “licenzioso”, dei testi, di Platone e di Epicuro?

Educazione e scuola in tempi di crisi

La domanda è d’obbligo: in tempi di crisi val la pena di occuparsi dell’educazione e della scuola? La risposta non può che essere affermativa. In questi tempi bui è più che mai necessario occuparsene per sorvegliare che non vengano sparsi semi di violenza nel campo, fertilissimo, dell’educazione; per controllare che non si sostituisca il sapere con la propaganda; per difendere strenuamente la libertà di pensiero e di insegnamento.