È morto il governo Draghi: ci vuole una sinistra!

Le elezioni di settembre consegneranno il governo alla destra? È probabile. La colpa, peraltro, non è di chi ha fatto cadere Draghi, ma di chi non ha mai contrastato la destra facendo la sinistra. La destra fascista che fomenta la guerra tra poveri bianchi e poveri neri si batte solo costruendo il conflitto tra poveri e ricchi. Tra sommersi e salvati. Tra oppressi e oppressori. Un conflitto tanto incruento quanto intenso.

La trappola del centrodestra

Si annuncia, per il Paese, un avvenire inquietante all’insegna del populismo affaristico di Berlusconi, di quello razzista della Lega e di quello di diretta matrice fascista che, insieme ai grandi poteri economici e finanziari, hanno giocato bene le loro carte. Le alternative sul piano politico sono assai fragili. Converrà che i cittadini si attrezzino per difendere loro il regime democratico.

grande fuga

La grande fuga

I 523 giorni del governo Draghi hanno lasciato il sistema politico italiano in uno stato di disgregazione senza precedenti. La grande fuga del Migliore dalle sue responsabilità – perché è di questo che si è trattato – lascia dietro di sé scenari aperti a una preoccupante rivincita della destra peggiore. La mancata riforma elettorale in senso proporzionale è una responsabilità inescusabile del Pd in primo luogo e dell’intero campo democratico.

La caduta di Draghi: le ragioni reali e i cocci

Il governo Draghi e l’unità nazionale non hanno retto al sovrapporsi delle emergenze. La ragione, al di là delle cause occasionali, è evidente: tutti – compreso Draghi – sono terrorizzati dall’autunno che ci aspetta e nessuno sa come gestire un tasso di inflazione che mette in mora i fondamentali delle (rovinose) politiche economiche degli ultimi decenni.

Dopo di me il diluvio

Draghi è caduto vittima del suo orgoglio e del suo sentirsi superiore alle regole della democrazia. Ha trasformato in tragedia il dissenso di una parte delle forze che lo sostenevano, si è dimesso pur avendo ottenuto la fiducia con una maggioranza assoluta ed è tornato in Senato per ottenere una incoronazione trionfale. Così è caduto nella trappola, che non si sarebbe mai aspettato, tesagli dal centrodestra.

Re Draghi è nudo

La crisi politica che si è aperta con le dimissioni del presidente del Consiglio, momentaneamente “congelate” dal presidente della Repubblica, mette a nudo la dimensione personalistica della leadership di Mario Draghi, sempre più insofferente della dialettica politica e della stessa democrazia parlamentare. Da qui occorre partire per la (pur difficile) costruzione di un futuro diverso.

«Siamo il paese più accogliente»: falso di Draghi

Il presidente del Consiglio Draghi, nel corso della trasferta turca presso il sultano Erdogan, ha affermato che l’Italia è il Paese europeo più aperto per i migranti ma che ora si è raggiunto un tetto insuperabile. È una affermazione falsa sia comparativamente sia guardando alla nostra situazione concreta. Il fatto che sia condivisa dimostra solo l’insufficienza della nostra classe dirigente.