Le molte falle del decreto sicurezza

La relazione del Massimario della Cassazione sul decreto sicurezza e la legge di conversione dello stesso è esplicita: il decreto e la legge presentano un numero elevatissimo di profili di possibile incostituzionalità. Sia per l’emanazione in mancanza dei richiesti presupposti di necessità e urgenza, sia per le ripetute violazioni dei principi di determinatezza, offensività, uguaglianza e ragionevolezza.

Una settimana particolare (tra Gaza, referendum e decreto sicurezza)

Una settimana così intensa sul piano politico non la si vedeva da tempo. La scena è stata occupata dalla protesta contro il genocidio di Gaza e la complicità del Governo italiano, dalla conversione in legge del decreto sicurezza, dal mancato raggiungimento del quorum nei referendum su lavoro e cittadinanza: fatti eterogenei e, in alcuni casi, negativi, che possono, peraltro, contribuire ad aprire una nuova fase politica.

No al decreto sicurezza! Tutte e tutti in piazza

Fermiamo il decreto sicurezza! Mentre alla Camera inizia l’iter della conversione in legge, nelle piazze si apre una settimana di mobilitazione. La posta in gioco è chiara: siamo di fronte a un’impostazione autoritaria, che tende a trasformare lo Stato sociale in Stato penale e a reprimere il disagio e il dissenso, anche ricorrendo a colpi di mano e alla mortificazione del Parlamento.

237 professori di diritto pubblico: “Il decreto sicurezza viola la Costituzione”

Ci sono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è possibile tacere. È il caso del decreto sicurezza nel quale il filo che lega il metodo e il merito rende esplicito un disegno complessivo, che tradisce un’impostazione autoritaria, illiberale e antidemocratica, non episodica od occasionale ma mirante a farsi sistema.

Le ONG e il decreto sicurezza: «Noi continueremo a salvare vite»

Il Governo predispone un nuovo “codice di comportamento” per le navi delle ONG impegnate in salvataggi nel Mediterraneo, tentando, in realtà, di impedirne o limitarne al massimo l’attività sulla falsariga di quanto già previsto dai precedenti ministri dell’interno Minniti e Salvini. La risposta delle ONG è netta e immediata: continueremo a salvare vite e ad applicare il diritto del mare e il diritto internazionale.

“I sommersi dell’accoglienza”

Un dettagliato rapporto di Amnesty (“I sommersi dell’accoglienza”) analizza gli effetti del decreto legge n. 113/2018 sulle condizioni dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale. Il giudizio è esplicito: il decreto è una fabbrica di migranti irregolari con consistente aumento di povertà e ghettizzazione.