Il futuro non comincia adesso…

Se oggi c’è un pericolo che avanza a grandi passi – e si materializza non solo in Italia ma in tutte le (ex o post) democrazie occidentali – non è la violenza contro lo Stato, ma la violenza di Stato. In questo contesto dire che “il futuro comincia adesso” e comportarsi come se fosse davvero così, pretendendo, per di più, di rappresentare le moltitudini non fa che perpetuare l’attuale assetto di potere.

Bombe Usa sul Venezuela: un crimine internazionale e un copione antico

Quella del Venezuela è stata un’invasione che ha seguito un copione antico. Negli ultimi anni il controllo sul “giardino di casa” dell’America latina è stato realizzato dagli Usa soprattutto in modo indiretto. Ma, in Venezuela, ciò non ha dato i frutti sperati e così si è passati all’intervento militare, previa campagna di delegittimazione di Maduro.

M5S, un esperimento rimosso

Il M5Stelle è stato fonte del sommovimento politico più significativo nella storia della Repubblica. Ciò è oggi rimosso, data anche l’intervenuta omologazione del movimento al sistema. Ma la domanda di nuova politica che portò alla sua nascita e la successiva parabola discendente offrono strumenti utili per una riflessione sulle forme possibili dell’azione politica e sulla divaricazione fra rappresentanza e astensione.

BenPensanti: il podcast di Volere la Luna

Volere la luna si lancia in una nuova impresa: quella di passare dallo scritto al parlato. Ogni mercoledì mattina pubblicheremo un podcast: uno o una di noi affronterà e approfondirà un tema, per lo più ricollegandosi a quelli trattati nel sito durante la settimana. Sette o otto minuti: il tempo, per gli ascoltatori, di sorseggiare un cappuccino e di sbocconcellare un cornetto, un modo per cominciare bene la giornata.

Stato e mafia: una rapporto articolato e non lineare

Lo Stato si sta trasformando a immagine e somiglianza della mafia? Non mancano indicazioni in tal senso. Ma il processo in atto è complesso e articolato. Più che di fronte alla privatizzazione dello Stato, o a un modello mafioso, ci troviamo di fronte a una sfera pubblica sovraccarica di comunicatori e comunicazioni che producono e diffondono discorsi posticci. È lì che dobbiamo intervenire.

La comunicazione tossica di Giorgia

Il discorso di Giorgia Meloni all’assemblea nazionale della Cisl è, insieme, un proclama politico e un modello di comunicazione. In esso, infatti, non c’è solo l’investitura della Cisl come sindacato amico e la conferma della Cgil come principale avversario. C’è anche un sapiente uso di diversi registri comunicativi ed emotivi in grado di alimentare la polarizzazione ideologica e affettiva dei suoi sostenitori.

La sinistra necessaria: nuovi soggetti e nuove forme organizzative

La vera novità politica dell’anno in corso, in Europa, è stata la vittoria della gauche in Francia, sulla base di un programma effettivamente di sinistra. Da quella lezione occorre partire, in un processo costituente aperto, rivolto ai movimenti e alle forze politiche organizzate, capace di stabilire percorsi comuni di ricerca e di lotta e di inventare nuove forme di organizzazione e di comunicazione senza ansie governiste.

La politica e le parole violentate

«Il salario minimo per legge rischia di peggiorare la situazione dei lavoratori». Questa la paradossale parola d’ordine ripetuta all’unisono dalla presidente del Consiglio e dalla maggioranza. A dimostrazione che il senso e la razionalità delle parole e dei concetti non hanno più alcun rilievo mentre ciò che importa è la loro immissione nel dibattito pubblico e la loro ripetizione ossessiva.

Come le parole costruiscono la realtà

Le guerre hanno come complemento immancabile l’attivazione, da parte delle minoranze al potere, di meccanismi diretti a influenzare l’opinione pubblica. Non c’è solo la propaganda bellica esplicita. Ancor più conta il ricorso a parole ed espressioni suggestive perché sempre più, come è stato scritto, il linguaggio non rispecchia la realtà, ma piuttosto crea una realtà.

Comunicare a sinistra

Anche nella politica la comunicazione è essenziale. Oggi il pensiero di sinistra, già identificato con gli errori del comunismo, è messo a dura prova dall’apparente contrasto tra la necessità di evitare degrado ambientale ed esaurimento delle risorse e l’esigenza di distribuire lavoro, reddito e benessere. Solo una comunicazione capace di dimostrare la conciliabilità di quegli obiettivi potrà farci uscire dall’isolamento.