Giornali e giornalisti

I giornalisti sono nell’occhio del ciclone. 247 sono stati uccisi a Gaza da esecuzioni, missili e droni israeliani, solo perché cercavano di informare. Ma, allo stesso tempo, sono scomparsi gli inviati di guerra e, con loro, le notizie vere e verificate su guerre e aggressioni. E da noi, spesso, i giornalisti si autocensurano e si adeguano: subiscono il clima e, al tempo stesso, lo creano. Con qualche eccezione, significativa ma rara.

Libertà vigilata

Secondo l’articolo 21 della Costituzione “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. Ma non la pensano così le istituzioni torinesi, intervenute pesantemente per impedire una conferenza del prof. Angelo d’Orsi su russofobia e russofilia, dimenticando che, in un sistema democratico, le idee, anche le più eterodosse, si confrontano, si discutono e, se del caso, si contestano ma non si censurano preventivamente.

Se la scuola non si arruola

La censura da parte del ministero dell’istruzione e del merito del corso di formazione per insegnanti “La scuola non si arruola”, ispirato ai valori della pace ha avuto due importanti effetti: il rilancio delle manifestazioni contro la guerra e una pubblicità insperata per gli organizzatori del corso. La politica insiste nel preparare la guerra ma, per fortuna, l’attrazione per le armi appartiene più alla classe politica che ai cittadini.

Volere la Luna, la Palestina e la censura di Facebook

La censura è una regola in tempi di guerra. Lo stiamo sperimentando anche in questo sito, con la rimozione da parte di Facebook di due articoli di Valentina Pazé e di Sergio Labate sulla Palestina. Non ce ne stupiamo, ma segnaliamo come ogni opinione online è oggi monitorata da piattaforme digitali in grado di rimuovere con un semplice click anche le violazioni dei diritti umani. A proposito di libertà di informazione…

Contro il premierato: nonostante silenzi e censure

L’intero establishment insorge scandalizzato per i cori di alcuni giovani contro una ministra a cui – si dice – è stato impedito di parlare con una sorta di inaccettabile “censura”. Curiosa denuncia in un paese in cui quotidianamente le richieste di contraddittorio sui temi della riforma costituzionale sono disattese dalla TV pubblica e dai grandi giornali “indipendenti”: da ultimo “La Stampa”.

Un giudice “pericoloso” o un ritorno agli anni ’50?

Emilio Sirianni è un magistrato di indiscusse capacità professionali ma ha solidarizzato con Mimmo Lucano e criticato, in conversazioni con lui, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Per questo non è stato confermato dal Csm nell’attuale incarico. Incredibile ma vero: segnale, insieme, di ottusità burocratica e di volontà di normalizzare la magistratura, riportandola alla condizione di subalternità degli anni ’50.

Stati Uniti. Cresce il numero dei libri censurati

Negli Usa, già 7 Stati hanno adottato leggi che puniscono chi fornisce testi “proibiti” ai minori e altri 20 si apprestano a farlo. In caso di violazione sono previsti il carcere (fino a 10 anni) e multe fino a 100 mila dollari. Tra i libri censurati non ci sono solo testi (ritenuti) pornografici ma anche opere politiche e storiche, romanzi famosissimi (anche di premi Nobel) e persino una edizione del Diario di Anna Frank a fumetti.

Il Partito democratico, la sinistra, la guerra

Il PD non è più la mia casa. Da tempo non lo incrocio nei luoghi della mobilitazione e della difesa dei diritti (dei migranti come dei lavoratori). A ciò si aggiunge, oggi, la scelta della guerra come mezzo di soluzione delle controversie internazionali e la censura di ogni posizione dissenziente. Intanto, nei territori, i progetti innovativi lasciano il posto all’esclusivo interesse ad autoriprodursi.