Medio Oriente: armi nucleari e altre armi di distruzione di massa tra bugie e realtà

Il bombardamento dei siti nucleari iraniani e l’uccisione intenzionale degli scienziati iraniani impegnati nella ricerca nucleare sono ulteriori passi verso la barbarie. Non solo, ma essi sono “giustificati” da affermazioni false. E ciò mentre nessuno chiede conto a Israele del suo arsenale nucleare, costruito con inganni, bugie e complicità occidentali.

Mai più Hiroshima e Nagasaki

L’ombra di Hiroshima e Nagasaki si prolunga fino a noi con la minaccia di un nuovo uso di armi nucleari. Ciononostante, nell’indifferenza dei potenti della terra e delle maggioranze silenziose, il ricordo della più grande tragedia del Novecento non trova spazio sui grandi quotidiani nazionali, eccettuato “Avvenire”. Manca tuttora, nonostante l’impegno dei pacifisti, una cultura all’altezza della sfida nucleare.

Informazione e pensiero unico alla prova della guerra

In un sistema dell’informazione teso alla costruzione unidirezionale dell’opinione pubblica le reti televisive di Stato hanno un ruolo di primo piano. Impressionante in questo senso è stata una recente trasmissione di Bruno Vespa che ha aggiunto alla consueta propaganda bellica il superamento dell’ultima frontiera, legittimando persino l’uso di armi nucleari, purché “tattiche”.

77 anni dopo Hiroshima in un pianeta in fiamme

È uno tra i più pericolosi dei 77 precedenti, questo anniversario dello sgancio delle bombe atomiche statunitensi su Hiroshima e Nagasaki. Prima la guerra in Ucraina e poi l’escalation della tensione tra USA e Cina intorno allo status di Taiwan ci stanno riportando all’amara realtà del possibile uso di armi atomiche in un conflitto armato. C’è un’alternativa: la cancellazione delle armi nucleari dalla faccia della terra.

La vera pace è disarmata

C’è voluto il Papa, a Hiroshima, per denunciare che le spese «per fabbricare, ammodernare, mantenere e vendere armi sempre più distruttive» sono un delitto. Per invertire la tendenza occorre fondare un diritto che detti regole impegnative per tutti, un costituzionalismo mondiale e un sistema di garanzie che lo renda efficace.