Il fascismo non è un’opinione, è un delitto

Nel nostro sistema costituzionale il fascismo non è un’opinione ma un delitto. La libertà di espressione si dispiega senza limiti, salvo uno: l’ideologia fascista. Eppure le manifestazioni del fascismo riemergente sono per lo più sottovalutate e tollerate dalle istituzioni mentre le reazioni e le azioni di contrasto, nelle piazze come nelle Università, sono represse in maniera indiscriminata.

«Viva l’Italia antifascista!»

Il grido «Viva l’Italia antifascista!» risuonato alla Scala, subito dopo l’inno nazionale, la sera del 7 dicembre ha provocato nientemeno che l’identificazione dell’autore da parte della Digos. Un intervento improprio e un segnale che sollecitano un’allerta e una vigilanza democratica, in tempi in cui le istituzioni sono occupate da vecchi arnesi del fascismo che propongono di sovvertire la Costituzione.

L’antifascismo spiegato ai giovani

Con “Antifascisti adesso… Perché non è ancora finita” il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, consegna ai giovani, insieme all’analisi impietosa dei motivi che ci hanno portato alla situazione attuale, un’idea di antifascismo in cui «connettere presente e futuro, sogno e realtà, utopia e realismo, teoria e prassi, avendo come costante punto di riferimento la vita delle persone in carne e ossa».

Antifascismo 2023

Mentre celebriamo l’antifascismo, la sua storia gloriosa e il suo esito politico – la Costituzione, la nascita della democrazia, la Dichiarazione dei diritti umani – nei nostri paesi, per effetto di decisioni prese in modo democratico, si perseguita, si arresta, si respinge, si rifiuta, si tortura, si lascia morire chi vorrebbe partecipare alla nostra storia. Su questo crinale si gioca il nostro antifascismo.

La strategia della destra: anestetizzare l’antifascismo

Tre le mosse di Meloni per anestetizzare l’antifascismo: equiparare nazifascismo e comunismo, identificare l’antifascismo con alcune scellerate derive degli anni ‘70, derubricare il fascismo a un incidente di percorso nella storia della “nazione”. È una strategia spregiudicata che sarebbe destinata all’insuccesso se non avesse una sponda nella stampa mainstream e nella retorica dell’impegno nella guerra in Ucraina.

L’antifascismo spiegato a mio figlio

In questo 25 aprile che ci dice l’evidenza del tempo presente con la stessa efficacia di una coltellata, non voglio esibire l’orgoglio del vincitore ma l’umiltà ostinata del combattente. In funzione di una democrazia incarnata e non solo difensiva. Perché il 25 aprile sia una garanzia per il futuro di mio figlio e dei ragazzi come lui e non solo la celebrazione del nostro passato.