L’imbroglio della meritocrazia

Come segno di modernità e di cambiamento il nuovo Governo ci regala un ministero del merito (oltre che dell’istruzione). Il tutto – dice il neoministro – per valorizzare i talenti e le capacità. È, all’evidenza, un imbroglio ché, al contrario, modellando la società intorno al paradigma del merito non si fa che introdurre una legittimazione morale delle diseguaglianze, spogliandole della loro connotazione sociale di classe.

Rave: se non capisco vieto

Sporchi, irrazionali, “drogati”, “zombie”. Così la politica e i media etichettano i frequentatori dei rave e dei free party, moderni parafulmini delle tensioni sociali. Ma, a ben guardare, la sensazione di minaccia all’ordine pubblico patito dalla società adulta sta soprattutto nella sfacciata libertà di quei giovani, nel loro divertirsi e auto organizzarsi. Proprio per questo sarebbe bene guardarli con un occhio diverso.

Salute mentale, un tema rimosso

Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 si creò, in Italia, una sensibilità diffusa e produttiva intorno alla salute mentale. Oggi quella stagione è chiusa e la sofferenza psichica cresce (malamente occultata dagli psicofarmaci). Non c’è alternativa: occorre ricostruire la sensibilità che si è sfilacciata e far sì che il dibattito non si limiti allo sgomento per alcuni fatti eclatanti.

L’altra guerra

La Terra non può permettersi una nuova guerra, combattuta sul campo o fredda che sia. Solo il pacifico coinvolgimento di tutte le nazioni in scelte razionali sul piano dei modelli di consumo e dell’uso delle risorse può garantire un futuro non distruttivo. Questa indicazione, contro la guerra e contro la corsa agli armamenti, deve animare la grande manifestazione del prossimo 5 novembre.

Informazione e pensiero unico alla prova della guerra

In un sistema dell’informazione teso alla costruzione unidirezionale dell’opinione pubblica le reti televisive di Stato hanno un ruolo di primo piano. Impressionante in questo senso è stata una recente trasmissione di Bruno Vespa che ha aggiunto alla consueta propaganda bellica il superamento dell’ultima frontiera, legittimando persino l’uso di armi nucleari, purché “tattiche”.

Paola Egonu e il razzismo da tastiera

È bastato un set ball sbagliato dopo 275 punti conquistati nel mondiale di volley perché alcuni sconsiderati si abbandonassero a insulti razzisti sui social nei confronti dell’italianissima Paola Egonu provocandone la sacrosanta reazione. È un film già visto a cominciare dai buu negli stadi di calcio. Questa volta c’è stata una diffusa solidarietà, ma non basta. Occorrono prese di distanza istituzionali nette ed esplicite.

Gli anarchici e l’ordine costituito

Si susseguono gli interventi repressivi sproporzionati nei confronti di appartenenti all’area anarchica, alla quale viene anche attribuita una particolare pericolosità sociale nelle relazioni dei servizi segreti. Ma cosa sta accadendo? Gli anarchici sono davvero un pericolo per l’incolumità pubblica o non piuttosto gli apripista per una ristrutturazione in chiave autoritaria degli spazi di agibilità politica?

Altan, gli anni che passano e un sapore dolce amaro

Incontrare Altan è ripercorrere 50 anni della nostra storia sociale e politica. La cosa ha, inevitabilmente, un sapore dolceamaro. Non si può sfuggire all’amarcord ma, insieme, sorge spontanea una domanda: dove sono, oggi, la passione e l’impegno che animavano, negli anni settanta, una parte consiste della sinistra? il “sistema” ha davvero assorbito tutto e tutti?

I magistrati, il Consiglio superiore, la politica

La sostanziale contemporaneità delle elezioni politiche e di quelle per i componenti togati del CSM ha, comprensibilmente, relegato in secondo piano queste ultime. Eppure il concreto funzionamento del governo autonomo di giudici e pubblici ministeri è una questione democratica di primo piano. E i risultati elettorali aprono scenari interessanti che è bene tenere sotto controllo.