Alaa Faraj, Perché ero ragazzo (Sellerio, 2025)

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La voce di Alaa ci educa dal carcere Ucciardone di Palermo, dove sta scontando una pena di trent’anni, ridotta negli ultimi giorni da una grazia “parziale” del presidente della Repubblica, perché considerato uno “scafista”. Si può restare distratti di fronte a questa storia (che sembra simile a tante altre se è vero che negli ultimi dieci anni anni più di 3000 persone sono state arrestate in Italia con l’accusa di essere “scafisti”) oppure si può, leggendo questo libro, essere toccati dal senso profondo di ingiustizia e allo stesso tempo di dignità e resistenza che Alaa incarna. Ci educa, nonostante la condanna riportata quando, appena ventenne, studente di ingegneria, promessa del calcio libico, tentò assieme ad altri amici di raggiungere l’Europa in un viaggio della speranza conclusosi in tragedia, il Ferragosto del 2015, con la morte di 49 persone. Ci educa perché ci mette scomodi, ci scuote e ci ricorda che la strada da percorrere per affermare gli ideali di verità e giustizia che dovrebbero garantire tutte e tutti può essere incredibilmente tortuosa e faticosa. Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto, conosciuta durante un laboratorio in carcere ha raccolto questa testimonianza, attraverso lettere scritte in un italiano appreso in cella, che a tratti inventa una lingua, e che sicuramente esprime una voce libera, attraverso questo libro, di circolare e interrogare le nostre coscienze.

segnalazione di

Filippo Scisciani
libraio di Binaria
Centro commensale del Gruppo Abele
tel. 011.537777

binaria@gruppoabele.org
www.gruppoabele.org
@binaria34

Gli autori

Filippo Scisciani

Filippo Scisciani, libraio, è tra gli animatori della libreria "Binaria" del Gruppo Abele di Torino.

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