Reclusi senza colpa: i malati delle Rsa al tempo del Covid

A due mesi dalla dichiarazione di cessata emergenza pandemica, i pazienti delle Rsa giungono al raccapricciante traguardo di quasi 900 giorni di più o meno rigido isolamento: oltre 28 mesi di restrizioni nei contatti con le famiglie, nell’accesso ai servizi fuori dalla struttura, nella condivisione di luoghi, esperienze con i propri cari. Eppure si potrebbe e dovrebbe fare altrimenti.

Ucraina 2022. Ci sono alternative all’escalation della guerra?

La guerra in Ucraina continua in un crescendo senza sosta. La domanda è: ci sono alternative praticabili? Ci sono, seppur difficili, e il pacifismo non è né un’illusione né un cedimento alla prepotenza di Putin. Ma occorre muovere dalla convinzione che l’obiettivo è la pace, e non la vittoria di una delle parti. Gli interventi pubblicati in questa Talpa si propongono di dimostrarlo.

L’occasione sprecata della pandemia

A più di due anni dall’inizio della pandemia, è tempo di chiedersi se l’esperienza del confinamento abbia avuto effetti duraturi, e quali, sulle nostre società. È stata solo una momentanea interruzione del nostro modo ordinario di vivere? O va interpretata come una forma di sospensione, propedeutica a un ripensamento radicale del nostro modello di sviluppo?  

Operai

Nonostante tutta l’innovazione tecnologica, l’automazione, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, restano sempre, in Italia, almeno cinque milioni di operai. Eppure da più di trent’anni essi sono come cancellati dalla scena pubblica. E, per l’informazione, la questione operaia è sostanzialmente dimenticata, tanto da essere una non-notizia.

«Vincere! E vinceremo!»

«La parola d’ordine è una sola: “vincere”! E vinceremo!». L’Italia e l’Europa sembrano aver dimenticato le tragedie innescate da queste esclamazioni e da questa retorica. Così oggi non si parla più di pace per l’Ucraina ma di vittoria. Da tutte le parti. Eppure le guerre finiscono, per lo più, con compromessi. Il punto è la quantità di morti e distruzioni necessarie per arrivare al compromesso.

È guerra!

Morti, distruzioni, violenze, stupri, profughi, fame, sete, orrore… È la guerra. Di nuovo una “inutile strage”. Senza che si vedano spiragli di pace. Dopo 80 giorni, uno sguardo retrospettivo aiuta a capire meglio la situazione nel suo divenire. Per questo viene qui proposta una selezione ragionata di articoli pubblicati in questi mesi. Anche a futura memoria.

Morti sul lavoro: la strage senza fine

Prendere o lasciare, c’è la fila di altri disgraziati in attesa, devi scegliere tra lavoro e diritti. Uomini e donne, italiani e migranti, giovani al primo mese di lavoro e anziani che avrebbero dovuto già essere in pensione. Crescono i morti, del 49%, persino rispetto all’anno scorso, un anno con più di 1.200 caduti sul fronte del lavoro senza contare lavoratori al nero e medici e infermieri vittime del Covid.