Dopo i trattori: un “protezionismo intelligente” per l’agricoltura

L’agricoltura è, per la politica, una cenerentola da far sopravvivere a forza di sussidi. Non recupererà un ruolo primario nel sistema economico senza scelte rigorose in direzione della “sovranità alimentare”, dell’eliminazione del cappio dei prezzi fissi su scala internazionale, dell’avvicinamento dei luoghi di produzione e di quelli di consumo. Quel che occorre, in sintesi, è un “protezionismo intelligente”.

Il caso Di Cesare: un post infelice e gli impropri richiami alla “fedeltà all’istituzione”

Il post di Donatella Di Cesare in morte di Barbara Balzerani ha prodotto una tempesta mediatica, travolgendo ogni parvenza di razionalità in punto uso dei social, conti con il terrorismo e ruolo degli intellettuali. Era un post infelice. E allora? In una democrazia bisogna garantire anche il diritto di dire “stronzate”. Per poterle criticare, smontare, relativizzare. Ma mai per metterle a tacere. È ciò che compete all’intellettuale pubblico.

«In solidarietà con il popolo e gli scrittori palestinesi non parteciperemo al PEN World Voices Festival»

«In Palestina Israele ha ucciso giornalisti, poeti, romanzieri e scrittori. Ha distrutto quasi tutte le forme di infrastrutture culturali che sostengono la pratica della letteratura, dell’arte e della libertà di parola, bombardando università, centri culturali, musei, biblioteche e centri stampa. Eppure il PEN America tace o minimizza. Per questo la nostra coscienza ci impedisce di partecipare al festival PEN World Voices di quest’anno».

Israele e Palestina: con la lingua dell’altro

Dopo il massacro palestinese perpetrato il 7 ottobre scorso e la smisurata rappresaglia israeliana tuttora in corso, le parole della pace sono diventate impronunciabili e sembra impossibile trovare una lingua comune tra israeliani e palestinesi (e non solo). Eppure è necessario, almeno per chi vuole la pace. Un aiuto in questa direzione viene da due recenti e importanti traduzioni, una dall’inglese e una dall’ebraico.

Gaza. Senza cessate il fuoco sarà un’ecatombe inimmaginabile

La situazione accertata a Gaza da una delegazione di Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e varie Ong è drammatica. Ai bombardamenti si aggiungono la crisi alimentare e quella epidemica. Le condizioni igienico-sanitarie sono disastrose e gli aiuti internazionali bloccati. Senza un immediato cessate il fuoco si prevede che, alle attuali 30.000 vittime, se ne aggiungeranno, nei prossimi sei mesi, altre 85.000.

«Ringraziate i ragazzi che scendono in piazza e non hanno paura!»

«A Pisa il 23 febbraio non c’è stato nessuno scontro. Siamo stati picchiati e basta. Mentre eravamo pacifici, disarmati e con le mani alzate. E voi, rappresentanti della politica, state coprendo tutto questo, invece di chiedere, prima di tutto, scusa. Ma noi siamo ancora qua, non abbiamo paura e continueremo a lottare per un paese migliore. Con il vostro atteggiamento ci avete dato un motivo in più per scendere in piazza».

La morte di Barbara Balzerani, la malinconia, la rabbia

La morte di Barbara Balzerani ha riaperto lo scontro politico e culturale sul terrorismo, provocando, da un lato, attacchi forsennati della destra alle lotte e conquiste degli anni ‘70 e, dall’altro, post che esaltano la coerenza delle scelte brigatiste della “compagna Luna”. Senza cogliere, da entrambe le parti, che le battaglie degli anni ‘70 suscitano una legittima malinconia, mentre le azioni delle Brigate rosse meritano solo rabbia.

8 marzo: quando arriverà domani?

L’8 marzo è, anche, occasione per verificare lo stato della parità di genere. E la verifica non è incoraggiante. Nessun Paese del pianeta ha raggiunto la piena parità. L’Islanda è la nazione con il punteggio migliore (con il 91,2%), ma sopra l’80% di divario ci sono soltanto altri 7 stati: Norvegia, Finlandia, Nuova Zelanda, Svezia, Germania, Nicaragua e Namibia. L’Italia si trova poco sopra la media con il 70,5%.

Difensori dell’ambiente, non criminali né terroristi

Gli attivisti ambientali sono oggetto, anche in Europa, di una criminalizzazione, attuata facendo ricorso alla legislazione antiterrorismo, ad arresti indiscriminati, a brutalità di polizia, a inasprimento delle pene, a detenzione preventiva e a condanne a pene sproporzionate. Lo denuncia un Rapporto del Relatore Speciale Onu sui Difensori dell’Ambiente, Michel Forst, che intima agli Stati di astenersi da simili comportamenti.