Alfabeto dell’epidemia

“La Peste” di Albert Camus (1947) è uno dei grandi libri del Novecento. Rileggerlo significa non solo cogliere alcune costanti delle pestilenze di ogni tempo, ma anche capire le insufficienze e gli errori nel nostro modo di governare la pandemia. Il libro contiene anche la migliore sintesi dell’attuale situazione mondiale: «Nessuno sapeva niente».

Tira una brutta aria

C’è, nel mondo, un’aria di ancien régime. In Germania la Corte costituzionale dà un duro colpo alla solidarietà europea. In Italia persino l’emersione dalla condizione servile di un esercito di invisibili incontra dure opposizioni. In questo deserto resta il papa di Roma a mettere al centro la dignità della persona e del lavoro.

Quel che ci insegna il 1° maggio

Per riaffermare le ragioni del lavoro, ovunque calpestate, c’è una sola strada: l’unità dei lavoratori e il conflitto sociale. È una strada dura e troppi vi hanno rinunciato, almeno in Italia. Non nel mondo: in India, in Brasile, in Cile e nella stessa Francia milioni di lavoratori sono scesi in sciopero. Questo ci ricorda il 1° maggio.

1° maggio a Torino: 1976-2019

Da oltre 40 anni a Torino il corteo del 1° maggio è un momento di mobilitazione e di lotta ma anche di festa, di allegria, di satira, grazie all’animazione teatrale di strada, alle maschere e ai pupazzi di artisti come Piero Gilardi e Pietro Perotti. In quest’anno di forzato silenzio e di assenza ci sono, a ricordarlo, un libro e un filmato.