La sostenibilità ambientale nelle città italiane

Per evitare una catastrofe planetaria irreversibile bisogna raggiungere, entro il 2030, alcuni obiettivi prestabiliti di salvaguardia dell’ambiente: in particolare nelle città, dove vive gran parte della popolazione del mondo. Ci sono al riguardo degli indicatori puntuali e testati, utilizzati anche nel nostro Paese. Ma la situazione rilevata è deludente ché sono molti i Comuni capoluogo che restano sotto la sufficienza.

Fa caldo e non piove. Cosa farà il Governo?

Il clima cambia. Fa caldo, non piove e non nevica. L’acqua comincia a mancare, soprattutto nelle regioni del Nord. E cosa fa il Governo? Promette di intervenire creando nuovi bacini e con interventi tampone. Eppure, senza cambiare stili di vita e senza ridurre drasticamente gli allevamenti di mucche e maiali (ma anche di galline e conigli), sarà un disastro.

Tutelare la salute ma non troppo…

Parlamento e Corte costituzionale, parlano, a proposito dell’Ilva, di bilanciamento tra salute ed esigenze produttive. Ma come? Mettendo in conto 5 morti invece di 500? Difficile pensarlo soprattutto dopo che la Costituzione è stata modificata prevedendo che «la Repubblica tutela l’ambiente» e che «l’iniziativa economica privata non può svolgersi […] in modo da recare danno alla salute e all’ambiente».

L’ultima follia: sciare al coperto

Dopo gli sprechi delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, di cui stiamo ancora pagando i danni, l’ultima trovata è quella di uno Ski Dôme interrato lungo 870 metri e largo 60 con due piste per la discesa da realizzare a Cesana per inverno ed estate. Il progetto di sciare sottoterra ancora ci mancava. Intanto si pensa di realizzare in Veneto, per le Olimpiadi di Cortina 2026, un’altra inutile e costosa pista di bob…

Come scoraggiare l’autoproduzione di energia…

Sullo sfondo della transizione energetica è divenuto di attualità il tema delle comunità energetiche rinnovabili cioè di gruppi di utenti che si mettono insieme in un dato contesto territoriale per produrre da sé, da fonti rinnovabili localmente disponibili, l’energia di cui hanno bisogno. Un’idea semplice e rivoluzionaria, ma non gradita agli operatori del settore, che sono subito corsi ai ripari.

Crisi climatica: colorare il Senato per lanciare l’allarme?

Per denunciare l’inerzia delle istituzioni sulla crisi climatica, tre giovani di Ultima Generazione imbrattano con vernice lavabile l’ingresso del Senato. Ne seguono reazioni grottesche, fino all’evocazione di “un attacco al cuore dello Stato”. In una lettera al presidente Mattarella alcuni neuropsichiatri segnalano come la vicenda evochi un vilipendio non della facciata del palazzo ma delle istanze di vita dei giovani.

Autoprodurre l’energia da rinnovabili locali? La legge c’è ma non la fretta…

Un piccolo passo verso la gestione dell’emergenza energentica è stato fatto, in Italia, con il riconoscimento delle comunità dell’energia rinnovabile, aggregazioni di utenti che si uniscono per far fronte ai propri bisogni a partire da risorse rinnovabili reperibili nel luogo in cui vivono. Il riconoscimento è avvenuto con una legge del 2020 che, peraltro, non è ancora in vigore. E già iniziano le speculazioni.

Venezia: il Mo.S.E. non è la soluzione

Le paratoie del Mo.S.E hanno salvato Venezia dalla terza acqua granda di sempre. Tutto bene dunque? Non sembra proprio. A monte rimangono problemi amplificati da chi non ha mai voluto prendersi cura di una laguna che sta morendo e ha puntato tutto sul Mo.S.E. Ma di fronte all’innalzamento del livello del mare e agli eventi catastrofici sempre più frequenti legati all’emergenza climatica il Mo.S.E. sarà impotente.

Il diritto all’aria pulita approda in Tribunale

Sarà il Tribunale di Torino a decidere l’adeguatezza, o meno, degli interventi pubblici diretti ad assicurare la qualità dell’aria. Una madre, infatti, ha citato in giudizio la Regione Piemonte chiedendo il risarcimento dei danni cagionati alla salute del figlio dall’inquinamento atmosferico. È un’iniziativa di interesse generale ché tale inquinamento è, in Italia, il principale fattore di rischio ambientale per la salute.