Non sono postfascisti, sono semplicemente fascisti

Le parole di Meloni e di La Russa sono dei macigni. Su questa Repubblica grava il pesante ingombro di chi, messo al suo vertice, falsifica la storia, ripudia l’antifascismo che ha costruito la democrazia italiana, tenta l’epurazione della memoria collettiva, prova a riabilitare il passato fascista da cui non ha alcuna volontà di allontanarsi. Il no pasaran! dei repubblicani spagnoli contro il franchismo valga oggi, qui, in Italia.

Contro il fascismo, Torino reagisce

L’antifascismo non è un’opinione fra le altre. È il fondamento della Repubblica nata dalla Resistenza, ne esprime l’essenza, ne costituisce i pilastri portanti, attraversa tutta la Costituzione. E non è solo questo. È la costruzione di una società eguale, effettivamente libera, solidale, emancipata. Già una volta il fascismo ha tradito l’Italia: non permettiamo che accada ancora!

Firenze, sei bella come l’antifascismo!

Ha scritto Piero Calamadrei: «mentre quelli, i fascisti, picchiavano, una gran massa inerte li lasciava fare». Noi oggi siamo qua, a Firenze, perché non vogliamo lasciarli fare: vogliamo dire che siamo antifascisti. Non solo in piazza: lo vogliamo dire a scuola, e all’università. Perché l’antifascismo è la religione civile della Repubblica mentre il fascismo è l’esatto contrario della Costituzione.

Chiamare il fascismo con il suo nome

Il pestaggio degli studenti fiorentini è fascismo. Di fronte ad esso, come di fronte alle discriminazioni, non è lecito tacere. Chi decanta il valore delle frontiere, chi onora il sangue degli avi in contrapposizione ai diversi, continuando ad alzare muri, va lasciato solo, chiamato con il suo nome, combattuto con le idee e con la cultura. Questo disgustoso rigurgito è favorito dal silenzio e non passa da sé.

Intitolare una scuola a Tina Anselmi, partigiana: il no del sindaco

Accade a Marcon, piccolo comune della terraferma veneziana. Maestri e genitori decidono di intitolare il nuovo plesso scolastico a Tina Anselmi. Ma il sindaco e la giunta di destra si oppongono: dare il nome di una partigiana a una scuola non si può fare. Alla fine del braccio di ferro prevale la scelta della scuola, ma resta la ferita di amministratori pubblici che calpestano i valori della Costituzione antifascista.

All’armi son fascisti! Torino deve reagire

Il fascismo è tornato al governo. In modo ostentato e sfrontato. I suoi esponenti preannunciano persino la volontà di partecipare, senza prese di distanza dal passato, alla festa del 25 aprile. A fronte di ciò non si può parlare di una semplice alternanza di governo. È un salto di qualità senza precedenti, la fine di un’epoca. Bisogna reagire. Subito. Riunendoci per praticare la Costituzione.

Gli antenati e i camerati di Giorgia

Il presidente del Senato, esponenti del Governo e la stessa presidente del Consiglio celebrano il ruolo storico dell’Msi. Altro che post fascisti! L’Msi è sorto contro il nuovo Stato nato dalla Resistenza ed è stato punto di riferimento di molti protagonisti dell’eversione nera degli anni ‘60 e ‘70. Chi oggi governa il Paese resta legato a quei “valori”, che coniuga con il più esasperato neoliberismo.

Casa Pound e il leone di Hitler

I solerti servitori dell’establishment e i soloni decotti si sgolano a blandire il Governo: «no, altro che fascismo, ma quale destra estrema, sono cambiati, moderati, europei, moderni…». Per capire come stanno davvero le cose, basterebbe fare attenzione alla lingua e alle immagini, come quelle che accompagnano l’inaugurazione della sede di Casa Pound a Firenze, del tutto simili a quelle che accolsero Hitler nel 1938.