Daniele Poto, giornalista sportivo e scrittore, ha collaborato con “Tuttosport” e con diverse altre testate nazionali. Attualmente collabora con l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Ha pubblicato, tra l’altro, Le mafie nel pallone (2011) e Azzardopoli 2.0. (2012).

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Per vincere l’angoscia: speranza e rivoluzione

Chi spera sa che l’ultima parola su noi e il mondo non è stata ancora pronunciata. Ed è una buona ragione per continuare a vivere. Questo il messaggio dell’ultimo libro del coreano Byung-Chul Han (“Contro la società dell’angoscia: speranza e rivoluzione”), in cui la speranza viene descritta come un sogno ad occhi aperti, solare, fattivo, concreto, benaugurante.

La lobby del gioco d’azzardo di nuovo in campo

La lobby delle scommesse sta provando a reintrodurre nelle manifestazioni sportive una massiccia pubblicità del gioco d’azzardo, vietata nel “decreto dignità”. Alle spalle ha una formidabile coalizione, “dimentica” dei danni che ciò provocherebbe alle persone più fragili. Eppure, nel calcio all’avanguardia in Europa, quello inglese, è vietata la sponsorizzazione di aziende di scommesse come brand trainanti delle squadre.

Un algoritmo cambierà il mondo? TikTok e non solo

La corte di miliardari dei social che circondava il presidente Trump nella cerimonia di insediamento non lascia dubbi su quale svolta subirà la politica internazionale. È facile ipotizzare che nel prossimo futuro un algoritmo deciderà il futuro del mondo. Del resto, oggi al centro della discussione è TikTok, ma come misconoscere l’influenza di Twitter, Facebook e Instagram sulle politiche e sulle urne dell’Occidente?

Onu: il potere di veto e l’ordine degli Stati Uniti

Chi avrebbe detto, all’atto della sua istituzione, che l’Onu sarebbe diventata insignificante nello scacchiere geopolitico e avrebbe potuto addirittura essere definita ”una cricca antisemita”? Eppure è accaduto. Certo, ha giocato l’atteggiamento degli Stati Uniti, ma lo si poteva intavedere da subito, nella previsione del potere di veto, segno di un organismo costituito a uso e consumo dei vincitori della guerra.

“The Apprentice”. Alle origini di Trump

Acclamato a Cannes e osteggiato, negli Stati Uniti, dalla destra reazionaria e dall’entourage di Donald Trump, “The Apprentice”, del regista iraniano Ali Abbasi, è la storia dell’emergere del Trump imprenditore. Privo di particolari guizzi estetici, il film descrive in modo realistico le origini di una carriera spregiudicata e, a tratti, autenticamente criminale, con, sullo sfondo, lo spietato capitalismo americano.

Il calcio italiano è fallito, ma finge di non accorgersene

Il calcio italiano è fallito, anche se finge di non accorgersene, protetto da apparati che lo difendono come un bene primario (non sarà l’“oppio dei popoli” in revisione contemporanea?). Nel mercato appena chiuso la serie A ha speso 750 miliardi e le società vivono molto al disopra delle proprie possibilità. Non dichiarano fallimento solo perché sono troppo grandi per farlo. Con poche (piccole) eccezioni.

La lezione dell’atletica: italiano è chi vuole esserlo

C’è un messaggio contrario a quello, orribile, del mezzo milione di voti presi dal generale Vannacci. Viene dagli europei di atletica leggera di Roma dove oltre la metà delle molte medaglie conquistate dagli atleti italiani è di “non autoctoni” (nati altrove o da genitori provenienti da altri continenti). L’atletica manda un segnale chiaro alla politica: italiano è chi vuole esserlo.

L’etica non abita nel calcio

Il mondo del calcio non è terreno di particolare moralità. Alcuni episodi recenti, poi, mostrano un’ulteriore caduta: dallo scandalo che coinvolge il presidente della Federcalcio Gravina a quello che in cui è implicato lo juventino Ferrero. Intanto, sullo sfondo, si definiscono nuovi assetti proprietari con l’intreccio di tycoon e fondi di investimento. Sapere da dove vengano i soldi sembra non contare nulla, purché ci siano.