Daniele Poto, giornalista sportivo e scrittore, ha collaborato con “Tuttosport” e con diverse altre testate nazionali. Attualmente collabora con l’associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Ha pubblicato, tra l’altro, Le mafie nel pallone (2011) e Azzardopoli 2.0. (2012).
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Il Totocalcio, sogno degli italiani negli anni del boom economico e non solo, è diventato, nell’Italia delle scommesse una “riserva” per 38.000 nostalgici. Ma si preannuncia un suo rilancio online propiziato da un finanziamento del Governo ai Monopòli. Staremo a vedere.
È di questi ultimi giorni la presentazione del ricorso della Juventus al Collegio di garanzia del Coni contro l’assegnazione dello scudetto 2006 all’Inter (vinto sul campo dalla squadra bianconera ma viziato dalle vicende di Calciopoli). Ultimo segnale di una rissosità che è un segnale eloquente di crisi.
Nel mondo dello sport italiano le pari opportunità dirigenziali sono un autentico miraggio ma sui campi, sulle pedane e negli impianti sportivi le grandi icone sono tutte femminili, nonostante il minor numero di praticanti. È anche questo un segno dei tempi…
La nuova governance del calcio, incurante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, ha concordato che la sfida per la Supercoppa tra Juventus e Milan si disputi il 16 gennaio 2019 a Gedda, in Arabia Saudita. I soldi possono tutto. Ma sarà, per il calcio italiano, l’ennesimo cattivo messaggio gestionale.
Da ultimo è stato Report a rivelare i rapporti tra gruppi organizzati di ultrà juventini, protetti dalla società, e ambienti mafiosi. Ma compromissioni analoghe toccano da tempo molte società calcistiche. La rinnovata dirigenza della Federcalcio vorrà finalmente estirpare questa piaga?
“Repubblica” vende circa un terzo del suo periodo più glorioso e non va meglio il “Corriere della Sera”. Soppiantati da social e siti, sono in caduta verticale di vendite quotidiani (salvo quelli sportivi) e periodici. Come uscirne? Non certo puntando sui gadget.
Amor di Juventus o vantaggi fiscali milionari? L’arrivo a Torino di Cristiano Ronaldo sembra legato soprattutto alla seconda opzione. Chissà che, grazie a una recente legislazione di favore, non apra la strada a nuovi flussi migratori: questa volta di pensionati inglesi o tedeschi benestanti…
Lo ius soli è scomparso dalla scena politica ma su piste, pedane, campi di gioco, impianti agonistici la perequazione tra italiani di diversa provenienza è già avvenuta nei fatti. Anche se permangono rigurgiti di razzismo, lo sport è più avanti della politica e della società.
L’irrazionalità e le contraddizioni della geopolitica sportiva non smettono di stupire. Mentre Cortina, Milano e Torino litigano per un’improbabile (e inopportuna) avventura olimpica, Napoli rischia di perdere le Universiadi 2019, già pacificamente assegnate.
Il decreto dignità prevede «il divieto di pubblicità per giochi e scommesse con vincite di denaro». Apriti cielo! Le società calcistiche vedono assottigliarsi introiti pubblicitari e sponsorizzazioni e insorgono. Vedremo come andrà a finire…