Polizia senza legittimazione e crescita della devianza

Molti episodi drammatici incrinano pesantemente la fiducia di ampi strati sociali nei confronti della polizia. Ciò produce un circolo vizioso: da un lato, di radicalizzazione e di esplosioni di rabbia; dall’altro, di crescita abnorme della repressione nel (vano) tentativo di riacquistare consenso. Questa spirale perversa può essere disinnescata solo ripartendo da una cultura di polizia rispettosa dei diritti di tutti.

Fantasmi, maschere e compassioni al festival “Kilowatt” di Sansepolcro

Esclusione, alienazione, razzismo, rapporti tra maschi e femmine, crisi climatica, guerra e molto altro ancora sono i temi che hanno attraversato i dieci spettacoli del weekend d’apertura di “Kilowatt”, il festival diretto da Lucia Franchi e Luca Ricci che si è svolto a Sansepolcro dal 17 al 25 luglio. A queste situazioni, spesso estreme, hanno dato voce teatro, danza, musica, circo con interpretazioni di grande livello artistico.

Francia: i comuni governati dalla sinistra e una diversa idea di sicurezza

Nelle città in cui sono andati al governo nelle elezioni municipali di quattro mesi fa, i sindaci che fanno capo a “La France Insoumise” sono partiti da alcuni principi cardine: sostegno alla Palestina, servizi pubblici gratuiti e altri interventi sociali in buona parte simili a quelli del sindaco di New York, Zohran Mamdani. Il futuro dipenderà dalla loro capacità di rapportarsi con il Governo centrale e delle aree metropolitane.

Il realismo della pace

Il dibattito innescato da Vito Mancuso contro il pacifismo “disarmato” offre lo spunto per un ragionamento sulle ragioni “realistiche” a favore di una pace senza aggettivi. A partire dalla presa d’atto della possibilità che una guerra tra potenze nucleari, seppur iniziata con armi convenzionali, degeneri nell’apocalisse atomica e dalla considerazione che solo accettando di disarmarci possiamo indurre l’altro a fare altrettanto.

Katia Tenti, E ti chiameranno strega (Neri Pozza, 2026)

Streghe: «Noi siamo le guardiane dei boschi, siamo una porta sempre aperta tra la terra, che ci è madre, e gli uomini, che ci sono figli. Conosciamo i segreti dei torrenti e del mutare delle stagioni. Conosciamo il carattere di ogni fiore e di ogni foglia: sappiamo ciò che pensano degli uomini, se sono benigni o malevoli». Un libro che ci fa soffermare su quante morti ingiuste ha visto la storia, spesso in nome di una presunta fede.

Nulla accade in polizia che il ministro non sappia e non voglia

Di fronte a gravi fatti di cronaca che coinvolgono operatori di polizia l’attenzione si concentra sul singolo intervento, sulla decisione presa per strada in pochi secondi. È giusto che sia così ma non basta. La responsabilità maggiore sta in alto ed è fatta di strategie politiche sicuritarie, di condizionamenti realizzati con piccoli o grandi privilegi, di mancate risposte a sollecitazioni che vengono anche dall’interno del corpo.

Carcere, dipendenze, comunità: i numeri a caso del ministro Nordio

Ci sono, in carcere, 20mila persone con problemi di dipendenza. Il Governo vara un disegno di legge che estende i casi di detenzione domiciliare e il ministro Nordio promette la scarcerazione e la cura in comunità di 10mila tossicodipendenti. In realtà, con gli stanziamenti previsti, saranno forse 500, il provvedimento presenta molte criticità e restano fermi i reati, di comprovata inefficacia, connessi con gli stupefacenti.

I disastri del calcio azzurro

Il calcio italiano continua a dare pessima prova: scomparso dalla scena internazionale, privo di individualità apprezzabili, incapace di rinnovamento nella dirigenza e nell’organizzazione. L’ultima cattiva figura è il ripescaggio di Mancini, dopo avere fatto balenare Guardiola e bruciato Maldini. Una minestra riscaldata impresentabile anche sul piano etico. L’unico sollievo è che sarà difficile, per lui, fare peggio dei predecessori.

Anche la guerra non è più quella di una volta…

Vestiti i panni di antipapa, Vito Mancuso bacchetta Leone XIV e invoca, in luogo della sua “pace disarmata e disarmante” una “pace armata”, affermando che la guerra è una condizione permanente dell’umanità. Non è così, e lo stesso termine “guerra” è fuorviante ché lo scontro interpersonale e la resistenza armata non hanno nulla a che vedere con gli attuali conflitti eterodiretti che mettono a rischio l’intera umanità.

Nuove frontiere della repressione, fogli di via, giudici

Hai contestato pacificamente un comizio di Matteo Salvini? Sei pericoloso e non potrai tornare per tre anni sul “luogo del delitto”. I fogli di via sono sempre più la nuova frontiera della repressione. Per fortuna c’è, qualche volta, un giudice. Così il Tar Toscana annulla il provvedimento chiarendo che la sicurezza è la tutela dei diritti fondamentali di tutti e non la docile e acritica adesione ai desiderata di chi governa.