Il confine del colore

La pelle di un individuo può diventare – è diventata – un terribile elemento di discriminazione, uno dei pilastri su cui poggia il razzismo. Spesso il colore della pelle traccia un confine, che trasforma un dato cromatico in un marchio indicativo delle presunte caratteristiche culturali di un determinato gruppo (i neri, i pellerossa, i gialli). Così il colore diventa l’altra faccia dei rapporti di forza tra le persone e tra i popoli.

Alluvioni: sappiamo tutto, ma non si fa nulla

Delle alluvioni, anche di quelle prossime, sappiamo tutto. Sappiamo l’incidenza decisiva degli interventi umani. E sappiamo, per esempio, che l’Emilia Romagna è la terza Regione italiana per consumo di suolo e la prima per cementificazione in aree alluvionali. Sappiamo tutto, ma si preferisce dire che non era mai successo niente di simile, archiviare in tutta fretta la “pratica” e continuare esattamente come prima.

«Vincere!»: il sinistro ritornello di Zelensky

Il 13 maggio, dalla terrazza del Vittoriano a Roma, Zelensky ha ribadito la sua posizione: l’unico obiettivo è vincere. Nessuna trattativa ma solo guerra fino alla vittoria militare e alla riconquista della Crimea. E dunque, ancora e sempre più, armi, che Usa ed Europa continuano a fornire in quantità, incuranti del fatto che l’aggredito si sta gradualmente trasformando (anche) in aggressore.

Turchia: come è riuscito Erdoğan a non perdere?

Dopo il nulla di fatto al primo turno sono in molti a chiedersi le ragioni del persistente consenso di Erdoğan a dispetto della grave crisi economica in cui versa il paese. Tra le molte risposte ci sono il peso di un sistema di potere clientelare che ha cementato il mito dell’uomo forte, la crescita del nazionalismo e l’insistenza martellante su valori tradizionali come la famiglia e l’integrità dell’Islam sunnita.

Ferma il dolore, firma per la pace

Dal 22 aprile è in corso nel Paese la raccolta delle firme per tre referendum abrogativi, due contro l’invio di armi italiane in Ucraina (e, in un caso, anche in altri teatri di guerra) e l’altro a tutela del Servizio sanitario nazionale pubblico. Il segno dell’iniziativa è evidente pur nell’inevitabile schematismo referendario: più investimenti per la salute degli italiani, meno per gli strumenti di morte e di guerra.

Torino. Come ti cancello le multe stradali

A Torino solo il 66% delle multe stradali comminate nel periodo 2005-2016 è stato incassato mentre il 34% è stato cancellato senza conseguenze per i trasgressori. Cioè ci sono 323 milioni di euro di multe messi a bilancio, impegnati, spesi e mai incassati, ora definitivamente persi. Un premio a chi non paga ma anche la sottrazione di risorse ingenti che sarebbero preziose per le casse comunali sempre in difficoltà.