Pandemia, welfare e territorio

Il welfare costruito nel nostro Paese nei primi anni ’70 trasformò il sistema dei servizi e mise in primo piano il territorio, inteso come insieme di pratiche condivise. Il liberismo e le privatizzazioni degli ultimi decenni lo hanno smantellato. Oggi occorre ripensarlo e ricostruirlo su basi nuove. La pandemia può farci aprire gli occhi.

Per ripartire dopo l’emergenza Covid-19

Ciò che stiamo sperimentando è il fatto che l’Occidente non ha strutture e risorse pubbliche adeguate a questa epoca e a questa situazione né sotto il profilo sanitario né sotto quello economico. Come fare per entrare nel XXI secolo anche dal punto di vista della salute pubblica e di un welfare efficace?

L’undicesima piaga si chiama Matteo

Speculare su un’emergenza come quella del Corona virus per un pugno di voti in più nei sondaggi è una forma di sciacallaggio. Di fronte a un fenomeno che non comprendiamo e che stentiamo a misurare, più che sparare sentenze dovremmo ascoltare chi studia il fenomeno. E contrastare senza mezzi termini chi pensa di usarlo a danno di tutti.

Mai più neoliberismo, mai più queste politiche

«Soldi ai ricchi affinché qualcosa sgoccioli anche per i poveri». Questo ciarpame liberista ha forgiato, negli ultimi trent’anni, la struttura economica e sociale nel nostro Paese. Per invertire la tendenza una politica di sinistra deve ripartire da parole semplici, “mai più neoliberismo, mai più queste politiche”, ed essere coerente.