Il lavoro e la vita

Si sente spesso elogiare la Costituzione perché ha posto a suo fondamento il lavoro. Eppure non soltanto l’etimologia del termine (labor designa in latino una pena angosciosa e una sofferenza), ma anche la sua assunzione a insegna dei campi di concentramento («Il lavoro rende liberi» era scritto sul cancello di Auschwitz) avrebbero dovuto mettere in guardia contro una sua accezione così positiva.

Artisti a Gaza: la vita in mezzo alla morte

Gaza. Due milioni di persone sono chiuse in un sorta di enorme campo di concentramento. Un esercito nemico li assedia, li affama, li uccide ogni giorno. Ma gli artisti chiusi a Gaza continuano a fare arte e fanno uscire le loro opere dall’assedio, affidandole a volontari e alla rete. Per fare una Biennale degli artisti imprigionati, affamati, moribondi. Per raccontare la vita in mezzo alla morte.

Far morire di fame, o della vita offesa

Si può lasciar morire di fame più di un milione di bambini (tanti sono quelli al di sotto dei cinque anni che muoiono ogni anno per malnutrizione) e si può usare la fame come un’arma di distruzione di massa. Come accade oggi a Gaza, nella nostra indifferenza. È il trionfo della “vita offesa”, che consente di uccidere attraverso la fame e di rifiutare, insieme, il dio della bibbia e la compassione degli uomini.

Social o sociale?

Postiamo di tutto, ogni atto che compiamo, i momenti di gioia, di dolore, ciò che mangiamo, pensiamo, senza ormai alcun filtro, discutiamo animatamente, non di rado senza alcun rispetto, con persone che poi dal vivo non salutiamo nemmeno. È questa la vita che ci attende all’epoca del distanziamento sociale? Ma, soprattutto, è questa la vita?

Viva la vita, abbasso la morte!

«Viva la vita, abbasso la morte!» ha gridato in piazza Mélenchon, nella manifestazione francese contro la riforma delle pensioni. E, rivolto a Macron, ha aggiunto: «Tu sia maledetto per aver mercificato le nostre esistenze». La vita contro la morte: sino a quando il dibattito non si radicalizzerà in questo senso ci dovremo accontentare di una pseudo-sinistra lagnosa e di movimenti ecologisti all’acqua di rose.

Tiziano Terzani e le “Lettere contro la guerra”

«La guerra viene usata oggi per la militarizzazione delle nostre società: opponiamoci! Non votiamo per chi appoggia questa politica, controlliamo dove abbiamo messo i nostri risparmi e togliamoli da qualsiasi società che abbia anche lontanamente a che fare con l’industria bellica. Diciamo quello che pensiamo, quello che sentiamo essere vero: ammazzare è, in ogni circostanza, un assassinio».

“Il tempo rimasto”: un film sulla densità della vita. Intervista a Daniele Gaglianone

«Quando scompariranno coloro che oggi hanno più di 85 anni andrà via la generazione testimone delle grandi trasformazioni, che è passata dalla vita come era secoli fa a questo presente. Chi è nato negli anni Venti o Trenta ha visto cambiare il mondo almeno due o tre volte e sta continuando. Ma queste persone nonostante la durezza delle loro vite danno l’idea di essere vissute dentro comunità».

La vita e il mercato

Siamo, almeno a parole, alla vigilia della transizione verde e digitale. Forse essa aiuterà a uscire dalla crisi. Ma ciò può avvenire con l’economia in equilibrio (e più verde) e la società a pezzi, oppure con una nuova economia capace di tenere insieme piena occupazione e dignità/stabilità/libertà del lavoro. E non è la stessa cosa…