Val Susa: la guerra non è mai un gioco

Settembre ha portato in Val Susa due iniziative di Soft Air, cioè di “giochi di guerra”. In una Valle in cui sono nati i primi obiettori, è sorto già negli anni ‘60 un Gruppo di Azione Nonviolenta e le maestranze delle Officine Moncenisio hanno, all’unanimità, rifiutato di produrre armi, la cosa non è passata sotto silenzio. Anche per la singolare coincidenza di un successo parolimpico di un atleta di casa vittima di una bomba.

Un pericoloso criminale

Due giorni fa Emilio Scalzo non è tornato a casa a Bussoleno. È stato arrestato per strada da quattro volanti della polizia in forza di un mandato di arresto finalizzato all’estradizione in Francia: l’accusa è di aver aggredito un gendarme francese durante una manifestazione in favore di migranti al confine fra Clavière e Monginevro. A questo servono i trattati europei?

Tigro Libero!

Il magistrato di sorveglianza vieta a un veterinario della Val Susa di visitare Tigro, il gatto di Dana! Solo un veterinario torinese è legittimato a farlo. Non è chiarito se la pericolosità che osta alla visita stia nel gatto (pur anziano e acciaccato) o nel veterinario… Ma tant’è. Di chi viene dalla Val Susa, bipede o quadrupede, è sempre bene diffidare.

La Val Susa tra legalità e giustizia

Un’altra zona della Val Susa militarizzata, nel comune di San Didero. È l’ultima tappa di un percorso trentennale di spreco di denaro pubblico e di mancato ascolto dei territori e degli amministratori locali. La reazione, ancora una volta, è stata immediata e forte. Inevitabile quando la legalità (eventuale) si scontra con la giustizia.

Un 25 aprile in Val Susa

Anche questo 25 aprile è stato, in Val Susa, un giorno di impegno, oltre che di memoria. Prima l’incontro solidale con chi sostiene i migranti su un altro confine, a Trieste; poi un grande corteo no Tav, con le sezioni Anpi della Valle schierate in difesa dei diritti e contro la militarizzazione del territorio. La Resistenza è oggi.

Libertà per Dana

Dana è in carcere da quasi sei mesi in esecuzione di una condanna a due anni di reclusione per aver partecipato a una manifestazione No Tav nel corso della quale è stata bloccata per pochi minuti l’autostrada Torino-Bardonecchia. Un appello di intellettuali, giuristi, artisti ne chiede la immediata liberazione.