Il Rojava e la difesa della diga di Tishrin

Dopo la caduta di Assad, cresce, in Siria, il ruolo della Turchia, intenzionata a eliminare il popolo kurdo e a distruggere Kobane, il suo simbolo. Il compito è stato affidato all’Esercito Nazionale Siriano che dal 7 gennaio attacca la diga Tishrin. L’obiettivo è distruggerla, superare l’Eufrate e arrivare a Kobane. Ma da allora migliaia di Kurdi, con le donne in prima fila, presidiano la diga, giorno e notte.

La Siria e le incerte prospettive delle minoranze

La caduta del sanguinario regime di Assad, propiziata da un gioco di squadra tra Tel Aviv e Ankara, apre per la Siria prospettive incerte. In particolare per le minoranze. L’uomo forte del nuovo regime, al-Jolani, è, infatti, un fondamentalista salafita su cui ancora pende una taglia Usa di 10.000 dollari e la Turchia, sua mentore, cerca di cogliere l’occasione per cancellare la presenza kurda nel Rojava e annetterne il territorio.

Siria. Un nuovo massacro del popolo curdo

Dal 26 novembre, la regione di Aleppo è al centro di un’escalation militare senza precedenti, con l’offensiva congiunta delle milizie islamiste di Hay’at Tahrir al-Sham e dell’Esercito Nazionale Siriano sostenuti dal Governo turco. Riprende il massacro e l’esodo di civili e, soprattutto, dei curdi rifugiatisi nella regione. È a rischio la stessa esistenza del popolo curdo. Solo la solidarietà internazionale può salvarlo.

Öcalan: un’apertura significativa ma contraddittoria

L’autorizzazione all’incontro di Öcalan con il nipote Omer, dopo oltre quattro anni di isolamento, è parso un segnale di distensione. Ma subito è arrivata la smentita, con l’attacco dell’esercito turco in Rojava. In realtà la Turchia ha problemi sociali, economici e politici sempre più gravi e cerca di dirottare l’attenzione del popolo sul nazionalismo. Ma senza soluzione del problema curdo non ci sarà pace in Turchia.

Non dimenticare Öcalan

Sono 26 anni che Abdullah Öcalan è prigioniero in isolamento nell’Isola di Imrali e da 42 mesi non si hanno sue notizie. La preoccupazione per la sua salute si accompagna a quella per il popolo curdo alla cui causa, insieme a quella delle donne e della pace, Öcalan ha dedicato la propria vita. Per ottenere la sua liberazione è necessaria una forte pressione internazionale e anche l’Italia deve fare la sua parte.

Il genocidio rimosso del popolo ezida

Dieci anni fa, nel nord ovest dell’Iraq, al confine con la Siria e la Turchia, l’Isis consumò un vero e proprio eccidio del popolo ezida, nel silenzio o con la complicità degli Stati vicini. In difesa degli ezidi si schierarono solo il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e le unità di resistenza curde del Rojava (YPG e YPJ). Ancora oggi la persecuzione continua. Per gli ezidi e la loro sopravvivenza è una corsa contro il tempo.