Grandi opere e devastazione ambientale

C’è un’alternativa alle grandi opere e alla devastazione del territorio ma, nella società del libero mercato, è impraticabile. Nessuno la sostiene perché significherebbe amministrare la cosa pubblica ‒ le acque, i fiumi, il suolo ‒ nell’interesse collettivo, a difesa dei beni comuni. Una cosa da evitare con ogni mezzo: meglio Tav e Ponte!

TAV, amianto & dintorni

Il dibattito degli ultimi mesi ha relegato in secondo piano le ragioni ambientali dell’opposizione alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione e, in particolare, la presenza di amianto nella montagna interessata al tunnel di base. Ma quella presenza è dimostrata da altre opere recenti e addirittura ammessa nei progetti “ufficiali”!

La Valsusa, il TAV e la notte elettorale

La stampa grida che il voto in Val di Susa ha segnato la sconfitta dei No TAV. Ancora una volta non è così: il successo della Lega alle europee risponde a ragioni che nulla hanno a che vedere con la Torino-Lione e la geografia dei Comuni No TAV si è addirittura arricchita. Dunque l’opposizione continua ancor più radicata.

Il paradigma del TAV

Per mezzo secolo, che mi occupassi di industria delle armi o di progetti sostenuti dall’Unione Europea, di aiuti al terzo mondo o di grandi opere, mi sono sempre imbattuto negli stessi processi degenerativi che oggi ritrovo nel TAV. Forse sono stato sfortunato ma tendo a escluderlo. E non sono ottimista sul futuro.

Oddio si sono ristrette le madamine

Sabato 6 aprile a Torino è andato in scena il declino della città. Un corteo triste, striminzito, con pochi operai e pochi padroni uniti nella questua. E nella ritirata di una società estenuata l’unico utilizzatore finale della manifestazione PRO TAV è stata la politica – da Maria Elena Boschi a Fratelli d’Italia –, in una campagna elettorale senza idee e passioni.