Contro il Tav. Abbiamo fatto abbastanza?

Il 19 novembre Telt ha preso possesso delle case della frazione di San Giuliano di Susa. Ne saranno abbattute tre per far posto al cantiere della stazione internazionale del Tav. Una donna anziana nasconde il viso in un fazzoletto, senza rabbia, quasi provando vergogna per il suo dolore. Il fotografo di un giornale locale intitola la foto: “Progresso?”. Abbiamo fatto abbastanza per impedirlo? In ogni caso bisogna continuare.

Metti una domenica d’agosto al TG3: il TAV costa troppo ed è di là da venire…

La notizia è del TG3 piemontese delle 14.00 di domenica 3 agosto: i costi della Torino-Lione hanno raggiunto i 25 miliardi; l’UE ha deliberato un contributo di soli 700 milioni; dunque o se ne faranno carico Italia e Francia, con un esborso di due volte il ponte sullo Stretto, o la messa in esercizio nel 2033 sarà impossibile. Se lo dice addirittura la Rai…

Matteo Salvini, il ministro “Dico La Qualunque”

Il Ministro dei trasporti Matteo Salvini, anziché curarsi del regolare funzionamento dei treni ad alta e bassa velocità, cerca di delegittimare le lotte dei ferrovieri e di limitare ulteriormente il diritto di sciopero. Non contento, poi, stanzia miliardi per grandi opere inutili e dannose (come la Torino-Lione e il ponte sullo Stretto) già da lui contestate in passato, meritandosi così l’appellativo di “Dico La Qualunque” .

L’inganno della Torino-Lione

La nuova linea ferroviaria Torino-Lione non esiste. Dato il disimpegno della Francia se ne discuterà, forse, tra 20 o 30 anni e potrebbe essere operativa solo a fine secolo quando il mondo sarà tutt’altro. Perché, dunque, iniziare manu militari, nella piana di Susa, lavori del tutto inutili? Solo per fare un’esibizione di forza, un’intimidazione nei confronti di cittadini che non vogliono essere sudditi.

C’era una volta il West. Anzi, in Val di Susa, c’è ancora

In Val di Susa sembra esserci ancora la legge del West, cioè la legge del più forte. Di Telt (la società per la costruzione del tunnel della Torino-Lione) e delle “forze dell’ordine” che la proteggono. Accade così che, prima degli espropri, vengano occupati militarmente terreni di privati cittadini, chiuse le strade e sospeso il collegamento ferroviario. Ma, ancora una volta, i No Tav non ci stanno e organizzano la resistenza.

Ciao Alberto, a sarà düra!

Nella serata di giovedì 3 ottobre se n’è andato Alberto Perino, figura monumentale per il movimento no Tav e l’intera Valsusa. Alberto ha attraversato da protagonista la grande storia dell’opposizione alla Torino-Lione, ed è stato sempre capace di tenere insieme le diverse anime del movimento. Lasciandoci un insegnamento: bisogna cercare quel che ci unisce e non quel che ci divide, perché i nemici sono altri.

Tre giorni di Alta Felicità

Arrivano da tutta Italia con la tenda e lo zaino. Sono 30-40.000. Molti si iscrivono nella ciurma per dare una mano. Così, accanto agli storici del movimento, ci sono ragazzini che, prima di immergersi nei concerti, aiutano a testa bassa in cucina. È il festival dell’Alta Felicità, contro il TAV e l’individualismo, dove non solo gli abbracci sono gratis. Che continua alla grande. Nonostante i tentativi di fermarlo.

Ciao Tav: necrologio di un progetto nato morto

Della Nuova linea ferroviaria Torino-Lione, dopo oltre trent’anni dal primo progetto, abbiamo migliaia di chilometri di parole scritte sulla carta e nemmeno un centimetro di binari realizzati. Oggi, poi, è ufficiale che anche gli stanziamenti europei, miraggio dei sì TAV, languono. La Torino-Lione è in piena agonia, è venuto il momento di chiudere una volta per tutte questo progetto fallimentare.

La “via della seta” e le bugie con le gambe corte…

Due notizie recenti mostrano per l’ennesima volta il pozzo di bugie che sorregge il progetto Tav in Valle di Susa. Doveva essere un tassello fondamentale della “via della seta” da Lisbona a Pechino e un toccasana per la crisi occupazionale della zona. Oggi la “via della Seta” è archiviata e sono stati licenziati i 36 (sic!) lavoratori valsusini impegnati nell’opera. Nessun problema, si troverà qualche altra bugia…