Remigrazione: la neolingua e il razzismo della destra

Il sovranismo nativista della destra crea una neolingua e sforna progetti di legge: tra questi, la proposta di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”, un intervento di chiara marca razzista che prevede, tra l’altro, l’espulsione dello straniero condannato per qualsiasi delitto. Un testo chiaramente incostituzionale per la compressione delle libertà fondamentali e del principio di uguaglianza ma politicamente assai significativo.

Il Minnesota come Weimar: gli Usa e lo Stato di diritto

Gli Stati Uniti, nati da una promessa di libertà ma attraversati da una violenza antica, si scoprono esposti a rischi elevati di tenuta democratica. Il Minnesota è la cartina di tornasole e il laboratorio dell’inversione di rotta impressa da Donald Trump, che porta al predominio della forza sulla legge e al tramonto dello Stato di diritto sostituito da oligarchie miliardarie e onniscienti che fanno corona al tycoon della Casa Bianca.

Stati Uniti: dallo Stato di diritto al potere assoluto

L’inedito dispiegamento della forza militare nelle città americane liberal, messo in atto da Trump a partire dal mese di giugno non è una semplice operazione demagogica per acquisire consenso popolare in vista delle prossime elezioni di mid-term. È, piuttosto, un clamoroso sconfinamento nelle prerogative del Congresso e dei singoli Stati e un passo decisivo verso l’assunzione di un potere assoluto che mina lo Stato di diritto.

Stati Uniti: senza re e senza tiranni

Con una singolare iniziativa molti cittadini statunitensi residenti o dimoranti all’estero di sono uniti alle proteste in atto in patria contro la deriva autoritaria impressa dal presidente Trump. “Rifiutiamo – è il messaggio diffuso – di allinearci a queste politiche totalitarie e dittatoriali di censura, discriminazione e crudeltà, perché stanno smantellando e avvelenando la democrazia”.

Israele scende in piazza, ma è una buona notizia solo per metà

Da molte settimane Israele scende in piazza contro Netanyahu e il suo progetto di ridimensionamento della Corte suprema. È una buona notizia? Si, perché è è giusto ribellarsi contro gli attentati ai capisaldi dello stato di diritto. No perché la mobilitazione non coglie che il veleno che mina la fragile democrazia israeliana è la sistematica oppressione del popolo palestinese, contestata solo da una minoranza degli israeliani.

Il ministro Nordio e il populismo penale

Secondo il ministro della giustizia Nordio gli aumenti di pena non hanno efficacia deterrente ma servono soprattutto come “segnale politico”. E poco importa se qualcuno sconta qualche anno di carcere in più… Eppure la ragione e il garantismo vorrebbero che un Governo autorevole non digrignasse denti, abusando dello strumento sanzionatorio, ma affrontasse i fenomeni criminali con la composta fermezza dello Stato di diritto.

Europa e giudici nazionali: la guerra delle Corti

Tra Europa e Polonia il conflitto è esplosivo. C’è la questione specifica delle regole dello Stato di diritto e dell’indipendenza della magistratura. Ma c’è anche una questione più generale: quella del rapporto tra diritto europeo e diritto interno degli Stati membri e dei confini tra la competenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e quella delle Corti nazionali.

Biden e la strumentalità dei diritti umani

Concludendo una settimana di incontri europei il presidente Biden, contrapponendosi a Russia e Cina, si è esibito in una celebrazione dei diritti umani e dello Stato di diritto. Parole condivisibili, ma accompagnate da silenzi e omissioni che mostrano come ad essere in gioco non è la causa della libertà ma quella della supremazia.