Si scrive fisco, si legge Stato

La riforma fiscale approvata nelle grandi linee dal Governo favorisce i ricchi e penalizza i poveri. Basterebbe, ma c’è di più. Essa disegna un mondo in cui è esclusivamente il mercato a plasmare la società e allo Stato è assegnato un compito residuale. Così le tasse sono viste come il castigo per coloro che tramite il loro lavoro si occupano di costruire la società piuttosto che produrre direttamente ricchezza.

Convergere per insorgere nel nome della cura

“La rivoluzione della cura” è il titolo del nuovo libro di Marco Bersani che indica alcune linee per uscire dal capitalismo: la rivoluzione della cura, la sostituzione della competizione con la solidarietà, il potenziamento del mutualismo e del welfare territoriale, la valorizzazione della natura e dei beni comuni come alternativa all’estrattivismo e alla mercificazione. Senza mai rinunciare all’utopia.

Ribellarsi è giusto

Solo in un tempo scardinato può accadere che un ministro risponda a un’aggressione fascista minacciando di sanzioni un’insegnante antifascista, o dia la colpa di una strage in mare a genitori snaturati. Ebbene, è arrivato il momento di scrollarci di dosso il torpore di chi si sente sconfitto, e di ritrovare le nostre convinzioni, le nostre passioni, la nostra intensità. Forse non è troppo tardi per provare a rimettere il mondo in sesto.

Psicopatologia del sistema neoliberista

È una lezione che viene anche dalla pandemia: le malattie mentali non sono semplici problemi biologici ma condizioni dipendenti da variabili sociali, economiche, politiche, culturali. Non può esistere salute mentale senza una salute pubblica, comunitaria e universale, senza diritti sindacali, diritto allo studio, diritto alla casa, giustizia ambientale, abbattimento delle barriere, contrasto della violenza e dell’impunità.

La psichiatria non è un’isola

La psichiatria, se separata dall’analisi della società, è un inganno. Prescrivere un antidepressivo a un cassaintegrato disperato o alle madri in cerca del figlio desaparecido non fa che convincerli di essere malati. Occorre uscire dalla logica malattia/assenza di malattia ed esplorare territori complessi nel segno della partecipazione e della solidarietà.

Recosol: fare rete nei territori

A Polizzi, nel cuore del parco della Madonia, di nuovo, dopo 18 anni, l’assemblea della Rete dei Comuni Solidali. Sono arrivati da tutt’Italia: amministratori, operatori, associazioni, cittadini. Per confrontarsi e raccontare le proprie esperienze sul territorio finalizzate all’accoglienza e alla solidarietà. Con cento progetti di rigenerazione umana e urbana.

Riace riparte

A Riace riparte l’accoglienza dei migranti, senza distinzione di provenienza, di lingua, di colore della pelle. In questi giorni una famiglia in fuga dall’Afghanistan si è unita ai profughi rimasti dopo gli attacchi politici, il processo, l’assurda condanna nei confronti di Mimmo Lucano. Una grande rete di solidarietà continua a sostenere il modello Riace.

La guerra e soldati che non sparano

La storia è piena di guerre, ma anche di soldati che, in varie epoche e su diversi fronti, non si sono impegnati quanto previsto nel colpire, trafiggere, scannare, squartare, massacrare altre persone. Ossia nello svolgere il mestiere per cui erano stati addestrati. È difficile crederlo in questi giorni in cui si sentono quasi solo venti di guerra eppure, a ben guardare, gli esempi non mancano.

Cronaca da una fabbrica occupata

Una notte alla GKN di Campi Bisenzio, stabilimento chiuso e 422 operai licenziati. Fabbrica occupata e presenze di solidarietà. Negli operai con cui passiamo la notte c’è disillusione, sfiducia. Ma anche un grande spirito di gruppo. Rispetto al capitalismo e alla sua cultura è una specie di alternativa esistenziale. Forse un dato politico da cui ripartire.