Il sindacalismo USA tra resa e tentativi di riscossa

I grandi sindacati degli Stati Uniti attraversano una situazione difficile tra difficoltà di sindacalizzazione, tensioni interne, arretramenti occupazionali e ambiguità politiche. Non manca, peraltro, qualche segnale nel senso della possibilità di tornare a essere un tassello fondamentale della mobilitazione per la democrazia e la solidarietà, per lo Stato sociale e la difesa dell’ambiente e contro il razzismo. E contro la guerra.

Usa: un anno di scioperi

Nel 2023 si sono registrati, negli USA, più di mille grandi scioperi e un raddoppio dei partecipanti. Dal cinema alla logistica e alla sanità, le lotte dei lavoratori hanno generato un ricambio dei vertici sindacali e aumentato la forza contrattuale. Questa nuova stagione è alimentata anche dal femminismo, posto che diverse associazioni sindacali sono costituite da donne. I risultati politici iniziano a emergere.

Il salario minimo è di destra o di sinistra?

A giudicare dalle oscillazioni intervenute negli anni ci sarebbe da chiedersi, con Gaber, se la rivendicazione del salario minimo per legge sia di destra o di sinistra. Da ultimo, finalmente, sembra che la sinistra ne abbia fatta una propria bandiera. O forse, considerando che lo chiede il 75% degli italiani, si deve concludere che, da un punto di vista economico, le persone stanno molto peggio dei politici che le rappresentano…

Dando i numeri sui salari

Le rilevazioni statistiche non lasciano dubbi: i lavoratori italiani hanno i salari più bassi d’Europa. La paga oraria lorda più bassa è di 5,64 euro/ora, quella media di 7,79 euro/ora. La contrattazione è un rimedio? I fatti dicono di no; e, per di più, sono moltissimi i contratti nazionali non rinnovati da anni. Eppure c’è chi non vuole il salario minimo e chi considera eccessiva la sua fissazione in 9 euro/ora

Questo primo maggio

Lunedì non sarà un primo maggio di festa. Governo e maggioranza stanno assestando un colpo di grazia ai diritti strappati in decenni di lotte e sopravvissuti al fuoco dei cecchini. E manca una reazione adeguata: i sindacati non osano neppure pronunciare la parola sciopero e, quel che è peggio, nei luoghi di lavoro prevale la rassegnazione. Bisognerà lavorare sodo per tornare ad avere un primo maggio di lotta.

La Francia in fiamme: tra scioperi e protesta sociale

Da mesi la Francia è scossa da manifestazioni, scioperi e proteste caratterizzati da un’estrema diversità di pratiche anche volente, accettata da tutti, compresi i sindacati più riformisti, e da un’inedita dialettica tra pezzi radicali e pezzi moderati. La repressione poliziesca si dispiega con una violenza inaudita ma il movimento non accenna a piegarsi. È, anche per l’Italia, una lezione.

Il salario minimo per legge e i ritardi dell’Italia

In Italia la mancanza di una legge sul salario minimo impedisce una discussione sul suo adeguamento al tasso d’inflazione. Intanto non si rinnovano più i contratti collettivi nazionali o si rinnovano con anni di ritardo. Ci si deve accontentare dei bonus di Stato o della riduzione dei contributi a carico delle imprese. In attesa della prossima direttiva europea.

Chi ha dubbi sul salario minimo?

Ho in studio un gruppetto di lavoratori che mi mostrano la loro busta paga: 4,6 euro netti all’ora, circa 700 euro al mese per 38 ore settimanali. Non sono dipendenti di una fantomatica cooperativa, ma di una Srl nel settore dell’assemblaggio di materiale ferroso che applica un contratto collettivo nazionale. Ci vuol altro per motivare la necessità di una legge sul salario minimo?