L’autonomia differenziata: ultima spiaggia per Meloni

Dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni sulle preintese tra Governo e regioni del Nord, l’iter dell’autonomia differenziata prosegue dinanzi al Parlamento. Forse, dopo la bocciatura referendaria della riforma della magistratura e dopo il tramonto del premierato, questo strappo della coesione nazionale incontrerà degli ostacoli. Ma i colpi di mano sono sempre possibili. Per questo occorre vigilare.

Lo stato dei diritti in Italia

La fotografia fornita dal nuovo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia curato dall’associazione “A Buon Diritto” è impietosa per gran parte dei profili indicati nei 17 capitoli che lo compongono e che spaziano dalla salute alla casa, dal carcere all’informazione e via elencando. Lo stato di salute dei diritti nel nostro Paese lascia molto a desiderare: denunciarlo è almeno un passo per cercare di invertire la tendenza.

La salute: da diritto universale a privilegio per pochi

La considerazione della sanità come un costo da tagliare, anziché la priorità su cui investire per tutelare la salute delle persone, comune ai Governi degli ultimi anni, ha determinato il definanziamento, in termini percentuali, del SSN riducendolo in uno stato prossimo al collasso. Questa la denuncia dell’8º Rapporto Gimbe, che documenta l’entità della crisi e indica le azioni necessarie per invertire la rotta.

La festa è finita, andiamo a ballare

La fiducia in un capitalismo dal volto umano è finita e, con essa, il miraggio di un sistema economico che distribuisca i benefici tra tutti, l’aspettativa per una crescita senza limiti, la speranza di un accettabile benessere anche tra le popolazioni più povere. Ma l’attrattiva consumistica è dura a estinguersi e la sua presa è maggiore proprio su coloro che sono tenuti ai margini. Eppure è da essa che occorre liberarsi.

La parabola della salute in Italia

“Salute per tutti”, il titolo dell’ultimo libro di Chiara Giorgi, è un ottimo punto di osservazione per ricostruire la vicenda della sanità nel nostro Paese dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978) alla controriforma del 1992 e all’ulteriore abbandono fino ai giorni nostri. È una parabola da conoscere anche per cogliere che i diritti non sono elargizioni calate dall’alto, ma conquiste sempre a rischio.

Il collasso del Servizio Sanitario Nazionale

Il 7° Rapporto della Fondazione Gimbe è esplicito: il Sistema Sanitario Nazionale è gravemente compromesso. Nel 2023 4,5 milioni di persone hanno rinunciato alle cure e la spesa diretta delle famiglie è aumentata del 10,3%. Non per caso: tra il 2010 e il 2019 sono stati sottratti alla sanità pubblica 37 miliardi di euro. L’accesso alle cure è sempre più difficile per milioni di italiani ma non ci si può rassegnare.