L’Ucraina e il futuro dell’Europa

La guerra che insanguina l’Ucraina rivela la conflittualità connivente tra la Russia e gli Stati Uniti, potenze imperiali ancor più pericolose perché in declino. Ad esserne vittima, con l’Ucraina e i suoi abitanti, è l’Europa, che si vorrebbe ricondotta sotto il tallone della NATO, dipendente da risorse energetiche fornite dagli Stati Uniti, riarmata nel quadro dell’Alleanza atlantica senza un strategia propria.

Il massacro della guerra e le ragioni della resistenza

Sono confuso. So che la guerra è sempre un massacro. Ma il mio primo riflesso, in questo mese, è stato di provare ammirazione per la resistenza ucraina e di ritenere giusto aiutarla anche con l’invio di armi. Perché, se la comunità degli Stati non è in grado o non vuole cancellare le premesse della guerra, resistere, per chi è aggredito è un diritto umano.

Ucraina. La retorica bellica che mina le trattative di pace

«Il rifiuto semplicistico di riconoscere le complesse radici delle tensioni nella regione ucraina mina la capacità dei negoziatori di raggiungere una soluzione pacifica. Sono estremamente preoccupato quando sento tamburi familiari a Washington, la retorica bellica amplificata prima di ogni guerra, che ci chiede di “mostrare la forza”, di “diventare duri” e di non impegnarci nella “pacificazione”».

racconto

Il racconto pubblico ostaggio della guerra

In nome di un irragionevole affidamento al fascino della guerra, l’impensabile e l’indicibile è diventato “opzione possibile”. Nell’universo mediatico il ricorso alle armi è considerato l’unica dimensione concepibile mentre le ragioni della nonviolenza sono irrise come appannaggio di “anime belle”. E’ il momento di ricordare il motto gandhiano: “Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”

Inviare armi all’Ucraina è un tragico errore

L’invio delle armi all’Ucraina è un tragico errore. Non per una sottovalutazione dell’aggressione russa ma perché esso non modifica i rapporti di forza sul campo ed espone l’umanità, ucraini inclusi, a pericoli potenzialmente senza ritorno. Pericoli che rivoltano alla radice i termini della logica con cui, fino a questo momento, abbiamo ragionato sulla guerra e sulla pace.

Perché sono per l’invio di armi all’Ucraina

L’invasione dell’Ucraina è un crimine. Ma come reagire? Marco Revelli indica come priorità assoluta quella di fermare la guerra. E aggiunge che, a questo fine, non serve l’invio di armi ai combattenti ucraini ma una trattativa. Non ne sono convinto. La priorità è, piuttosto, fermare Putin e le sue mire espansionistiche, che sono incoraggiate da atteggiamenti arrendevoli.

Rifiutare l’arte della guerra

In Ucraina, siamo al 23° giorno di guerra. Intanto circola – non è dato sapere con quanto fondamento – una bozza di accordo per il cessate il fuoco, che ha al centro la futura “neutralità” dell’Ucraina. A dimostrazione che questo sfortunato paese è, in realtà, la pedina di un conflitto tra potenze imperiali. Ciononostante cresce, anche in Italia, il partito della guerra e delle armi.

Stalin e Ivan il terribile: le bugie della guerra

A fronte della scellerata invasione dell’Ucraina, i media occidentali continuano a presentare Putin come un figlioccio di Stalin e dell’Urss. Non è così: i riferimenti del presidente russo stanno, a ben guardare, nella cultura imperiale zarista. La guerra è, in ogni caso un crimine, ma l’alterazione della verità e le bugie interessate viziano le analisi e l’individuazione delle prospettive.

Alla ricerca di una via d’uscita dalla guerra

Se si guardano le cose con realismo e senza demagogia, non c’è, per la guerra che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina, una via d’uscita che sia, insieme, possibile e soddisfacente. La sola strada percorribile è un accordo di pace negoziato. Ha dei margini di ingiustizia. Ma le alternative sono la distruzione dell’Ucraina o una guerra nucleare, e non sono certo migliori di un accordo di pace…

Ucraina: una pace ragionevole e il futuro dell’Europa

L’invasione dell’Ucraina è a un punto di svolta. La strategia europea – sostenere la resistenza della popolazione ucraina con l’invio di armi in attesa che le sanzioni sortiscano effetti tangibili – è destinata al fallimento. Con conseguenze tragiche per la popolazione civile. L’unica via d’uscita è una pace ragionevole all’esito di un negoziato dallo sguardo lungo.