È guerra!

Morti, distruzioni, violenze, stupri, profughi, fame, sete, orrore… È la guerra. Di nuovo una “inutile strage”. Senza che si vedano spiragli di pace. Dopo 80 giorni, uno sguardo retrospettivo aiuta a capire meglio la situazione nel suo divenire. Per questo viene qui proposta una selezione ragionata di articoli pubblicati in questi mesi. Anche a futura memoria.

Tradimento

Il tradimento. L’ America e noi

Un imprenditore che ha lavorato per quasi cinquant’anni in Russia e in Ucraina rilegge, alla luce della propria esperienza, i documenti fondamentali della politica di potenza americana che ha portato oggi il mondo sull’orlo della catastrofe. Sullo sfondo della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina la dottrina Wolfowitz e la teoria dell’eccezionalismo americano.

La maledizione di Ramstein

Il 26 aprile a Ramstein i ministri della difesa di 40 Stati hanno stipulato una sorta di Santa Alleanza dell’Occidente per sconfiggere la Russia e metterla in condizioni di “non nuocere”, costi quel che costi in termini di distruzioni e morti. Con Ramstein siamo di fronte a una svolta della guerra e forse della storia. Ma Santa Alleanza ci porta dritti all’inferno. Per favore niente vittoria, preferiamo la pace!

I gatti di Putin

La Federazione internazionale felina ha bandito da tutti i concorsi i gatti russi e a chi entra in un ristorante in quel di San Benedetto del Tronto può capitare di trovare nel menù un’insalata ucraina, con gli ingredienti di quella russa (rigorosamente esclusa). Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere. Ma è da queste piccole cose che si capisce l’aria che tira nelle nostre democrazie.

Il Parlamento, gli alpini, il fascismo

Il 5 aprile il Senato ha approvato, con 189 voti a favore, un astenuto e nessun contrario, la legge istitutiva della “Giornata della memoria e del sacrificio degli alpini”. Peccato che, a simbolo della giornata, sia stata elevata la battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943 in cui gli alpini vennero mandati dai nazifascisti a farsi macellare e a macellare in terra russa.

La guerra in Ucraina: un conflitto globale

La guerra in Ucraina segna l’inizio di una nuova era geopolitica. Le sue conseguenze già si sentono in tutto il mondo: nessun paese, per quanto lontano, è al sicuro dagli effetti del conflitto. Le operazioni di guerra avvengono in un territorio limitato ma con dimensioni planetarie. Lo dimostrano la posizione della Cina, il riarmo tedesco e il riavvicinamento tra Stati Uniti e Venezuela.

verità

La verità che fa male

La Russia è stata espulsa dal Consiglio che si occupa dei diritti umani, e se l’è meritato per l’aggressione all’Ucraina. Ma altri paesi dalle politiche altrettanto inumane vi sono rimasti, a cominciare dall’Arabia Saudita che addirittura lo presiede e si macchia di crimini orrendi. Non possiamo chiudere gli occhi solo perché è nostro alleato. E massacra con armi prodotte da noi.

Le Corti internazionali e la guerra in Ucraina

Ben tre sono le corti internazionali che si stanno, a diverso titolo, occupando dell’invasione russa in Ucraina (la Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale). La loro attivazione è necessaria ma i loro interventi assai difficili anche per la doppia morale che caratterizza gli Stati che dovrebbero sostenerle.

I “putiniani”, come inventare una categoria per eliminare la complessità

La responsabilità della Russia per avere scatenato la guerra in Ucraina è evidente. Ciò, peraltro, non può esimere dall’analisi delle politiche della NATO, dell’Europa e della stessa Ucraina che hanno preceduto l’invasione. Ma l’establishment cerca di impedirlo inventando la categoria dei “putiniani” per rinchiudervi, criminalizzandolo, chiunque voglia approfondire.

«Noi madri dei soldati russi»: una denuncia e un appello

«Le madri dei soldati di San Pietroburgo condannano l’aggressione militare che le truppe russe stanno perpetrando in Ucraina di fronte ai nostri occhi. Questa è una guerra e come ogni guerra è distruzione, sangue, violenza, vittime innocenti e crollo del futuro. Nessun uomo sano di mente può sostenere la guerra. Molte persone lo pensano ma hanno paura di parlare».