Valérie Perrin, Tatà (Edizioni e/o, 2024)

Un intreccio di colpi di scena e di misteri di famiglia che poco a poco si svelano, tenendoci incollati alle pagine. Ancora una volta Valérie Perrin ci regala un romanzo in cui storie e passioni, e anche cinema, musica e calcio legano personaggi indimenticabili come Colette, la protagonista, il medico meccanico Antoine Été e il calzolaio Mokhtar.

Liz Moore, Il dio dei boschi (NN editore, 2024)

Una quindicenne scomparsa durante un campo estivo dopo che il fratellino aveva avuto la stessa sorte dieci anni prima. Una famiglia ricchissima con il suo fardello di dolori e segreti. Una investigatrice capace di scandagliare anche i sentimenti. Sono gli ingredienti di questa saga familiare dai contorni polizieschi nella quale Liz Moore mette a nudo lo scontro tra l’alta borghesia e l’America della provincia profonda.

Sorj Chalandon, La furia (Guanda, 2024)

27 agosto del 1934: 56 ragazzi riescono a evadere dal carcere minorile sull’isola di Belle-Île-en Mer. Alla fine, dopo una impressionante caccia all’uomo, vengono tutti ripresi, puniti e torturati, tranne uno, Jules Bonneau, che riesce a salvarsi grazie all’incontro decisivo con Ronan, il pescatore, sua moglie Sophie, infermiera e “fabbricatrice di angeli”, e uno sparuto gruppo di eccentrici, rossi e libertari.

Ludwig Hohl, La salita (Sellerio 2024)

Una storia di montagna e di vita, che coinvolge due alpinisti dalle diverse motivazioni: uno impegnato in una sfida con sé stesso e con la natura, l’altro immerso nel piacere dell’escursione. Diverse sono, ovviamente, le reazioni alle difficoltà. Una fiaba sulla nostra fragilità di fronte alla potenza della natura, tra paesaggi alpini che sembrano dipinti sulla tela e momenti di profonda solitudine.

Ade Zeno, I Santi mostri (Bollati Boringhieri, 2024)

In un mix di romanzo gotico, storico e picaresco, la storia di un gruppo di freaks, i classici “fenomeni da baraccone”, nella Germania del 1924, all’alba dell’ascesa nazista. Inutile dire che i veri mostri non sono i diversi, quelli che la società scarta o deride, ma quelli che smaniano per arrivare al potere, quelli a cui noi diamo il voto e la fiducia e che poi distruggono nazioni e popoli a colpi di ideologie malate e deformi.

Gianluca Peciola, La linea del silenzio (Solferino editore, 2024)

Un bambino scopre dopo anni che la “cugina” che va a trovare, con la madre, in un carcere di massima sicurezza è in realtà sua sorella. Si chiama Anna Laura Braghetti: è stata esponente delle Brigate Rosse, ha ucciso Vittorio Bachelet ed è stata la “carceriera” di Aldo Moro. In un libro una storia di famiglia e di lotta armata, ma anche di una educazione sentimentale e politica.

Paolo Malaguti, Fumana (Einaudi, 2024)

Nata in una notte di alluvione dell’Adige, nel settembre 1882, orfana, Fumana ha qualità e poteri prodigiosi che emergono, quando da bambina diventa ragazza, grazie agli insegnamenti di Lena, maga e guaritrice. Anche lei saprà fare come Lena: curare tutti senza badare se sono briganti o galantuomini. Un romanzo affascinante che si dipana tra terra e fiume, tra storia e magia.

Hannah Rothschild, La baronessa (Neri Pozza, 2024)

È la storia della vita avventurosa di Pannonica de Koenigswarter, detta Nica, bella, romantica, vivace. Nata in Inghilterra e vissuta in Francia, madre di cinque figli, nella II° guerra mondiale segue in Africa il marito, arruolato nell’esercito della Francia Libera. Poi, nel 1948, dopo aver ascoltato “Round midnight”, molla tutto e si trasferisce a New York. Lì, nella città dove tutto accade, nasce la Baronessa.

Fabienne Agliardi, Appetricchio (Fazi, 2023)

Un romanzo divertente, ambientato in un luogo di fantasia, con pochi abitanti, per lo più sordomuti, quasi tutti di nome Rocco, residenti in un borgo dimenticato dal tempo, scollegati dalla civiltà a causa di un ponte pieno di buche e difficilmente attraversabile, rudi, ignoranti, diffidenti, ma resi unici, familiari, vicini a noi dalla bravura dell’autrice, che ha creato una propria magica Macondo.