John Niven, Padri nostri (Einaudi, 2026)

Due papà si conoscono fuori da una sala parto di Glasgow. Uno è un ricco sceneggiatore padre per la prima volta, l’altro un piccolo criminale al sesto figlio. L’amicizia maschile, la solidarietà, lo scontro tra classi sociali così distanti sono il fulcro di questa storia e la metafora limpida dell’attualità, di mondi differenti sempre più agli antipodi, dove l’abisso comincia dall’educazione delle nuove generazioni.

“Il rumore degli anni”, di Danilo Conte

Attraverso la lente di un avvocato, storie convergenti di diritti negati: lavoratori pachistani sottopagati, l’addetta a una boutique declassata e umiliata, due restauratici precarie, un vecchio che arrotonda la pensione, gli orchestrali di Torino, i lavoratori di Brescia che rifiutano di caricare armi… Dolore e tenerezza del condividere ingiustizie e battaglie. E qualche volta di vincere in tribunale. Un romanzo avvincente, talora lirico.

Jane Tara, Che bello vederti, Tilda (Feltrinelli, 2025)

Tilda si sveglia una mattina e non si vede più un dito e un orecchio. Poi scompare anche il braccio. La diagnosi è chiara, è affetta da invisibilità e pare non ci sia cura. Metafora brillante del mancato riconoscimento, della violenza di genere in tutte le sue forme, del femminismo che ancora spaventa. Con una piccola iniezione di speranza: alla fine si può ricomparire, a patto di affermare senza paura il proprio valore.

Marcello Fois, L’immensa distrazione (Einaudi, 2025)

Ettore Manfredini si sveglia una mattina, appena morto, e ricorda l’intera storia della sua complicata famiglia. Una saga familiare intricata e dai molti protagonisti che attraversano le generazioni, nella quale si intrecciano – come in tutte le saghe familiari – inganni, sentimenti, alleanze, silenzi e potere. Questo sono “I Manfredini”, venite a conoscerli.

Muriel Spark, Biglietto di sola andata (Adelphi, 2025)

Apparso nel 1970 e ora ripubblicato da Adelphi, “Biglietto di sola andata” ribalta schemi e stereotipi di genere. La protagonista è Lise. Fin da subito sappiamo che sarà uccisa, ma la vicenda è l’occasione per esplorare il lato oscuro della mente di una donna che cerca il suo scopo e la sua verità. Una vera chicca di grande attualità, scritta in uno stile sincopato ed energico.

Colin Walsh, Kala (Fazi, 2025)

All’inizio sembra un thriller legato alla scomparsa di una ragazza (Kala, appunto). Ma poi, il quadro si apre sui pensieri e sulle emozioni di un gruppo adolescenti nell’Irlanda dei primi anni duemila che diventano adulti, costretti a lottare con fantasmi nerissimi di una comunità che ha fatto fortuna sfruttando segreti e ricatti. Bellissimo, moderno, dalla scrittura tagliente, un affresco potente di traumi taciuti e sogni infranti.