Firme

Firme online, un successo problematico

L’enorme successo della raccolta di firme per promuovere il referendum sulla legalizzazione della cannabis è un fatto positivo. Ma con le firme online l’istituto referendario è cambiato, il rischio di inflazionarne l’uso e lasciare spazio ai demagoghi è forte, fare finta di non vederlo non è saggio. Anche se questa volta è per una buona causa.

Il ministro, le lobby, il nucleare

L’apertura del ministro Cingolani al nucleare, già bocciato da due referendum, ha dell’incredibile. Il nucleare, di qualunque dimensione e di qualunque generazione, è pericoloso per ambiente e cittadini, è soggetto a incidenti, costa un’enormità, per non parlare delle scorie il cui smaltimento è un rompicapo senza soluzioni accettabili.

La lotta sociale e politica scuote l’Uruguay

L’Uruguay si è risvegliato: all’esito di una grande mobilitazione sono state raggiunte 763.443 firme (poco meno di un elettore su tre) per un referendum abrogativo della legge voluta dalla destra che limita i diritti dei cittadini e dei lavoratori e aumenta i poteri della polizia. Interessante il ruolo di primo piano del sindacato nel movimento di opposizione.

I leoni del referendum

Di nuovo sei referendum sulla giustizia. Proposti, questa volta, da Partito radicale e Lega. Con l’obiettivo di ridurre l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri e di indebolire il controllo di legalità. Nella situazione attuale di forte crisi di credibilità della magistratura, il progetto può passare. Ma non sarebbe un bel segnale.