Lavorare meno, lavorare meglio

Il lavoro può anche uccidere indirettamente. Per stanchezza, in un incidente stradale, tornando a casa dopo una notte in fabbrica. Eppure il lavoro notturno ha spesso una motivazione esclusivamente economica ed esprime l’essenza del lavoro alienato. Occorre, dunque, partire da lì, abolendo o riducendo al minimo la turnazione notturna come prima tappa per modificare l’attuale organizzazione del lavoro.

La parabola della salute in Italia

“Salute per tutti”, il titolo dell’ultimo libro di Chiara Giorgi, è un ottimo punto di osservazione per ricostruire la vicenda della sanità nel nostro Paese dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978) alla controriforma del 1992 e all’ulteriore abbandono fino ai giorni nostri. È una parabola da conoscere anche per cogliere che i diritti non sono elargizioni calate dall’alto, ma conquiste sempre a rischio.

Intelligenza artificiale: tra etica e profitto

Le tecnologie digitali hanno ormai un impatto impressionante sulla società. Gli ultimi sviluppi, basati su algoritmi dinamici che si calibrano con tanti dati (la cosiddetta “intelligenza artificiale”), sono carichi di interrogativi e la concentrazione in poche mani di un potere di persuasione mai visto nella storia rischia di mettere seriamente in pericolo i sistemi democratici. Ma ci sono possibili scenari alternativi.

Si scrive nucleare, si legge profitto

Il nucleare pulito non esiste, non è dietro l’angolo e non è più economico di altre fonti di energia. Ma, come tutte le grandi opere, promette rilevantissimi profitti privati pagati dalle casse dello Stato. Dunque, perché cercare altre strade, turbando il sacro mercato? Ci sono rischi per le generazioni future? Forse, ma «perché dovrei preoccuparmi dei posteri? Cos’hanno mai fatto i posteri per me?».

La strage del Vajont e il suo seguito: una storia italiana

Valle del Vajont, 9 ottobre 1963: 1.910 morti, di cui 487 bambini sotto i 15 anni. Non una disgrazia né un errore, ma una strage: prevedibile (come accertato anche nel conseguente processo penale) e determinata da avidità e sete di profitto. E il seguito fu quasi peggio: umiliazioni dei superstiti, sperperi e ancora profitti per i soliti noti. Per questo, anche se sono ormai trascorsi 60 anni, bisogna continuare a ricordare.