Chi paga i costi della guerra in Iran?

La guerra in Iran è il sintomo della crisi di un sistema che fatica a produrre profitti senza erodere le basi materiali del benessere. Il debito pubblico limita ogni margine di intervento, mentre la spesa militare continua a crescere. Ma finché essa resterà una leva centrale della politica economica, i conflitti tenderanno a moltiplicarsi. E il prezzo, ancora una volta, lo pagheranno i ceti popolari: in Europa, in Italia, ovunque.

La ex GKN tra protagonismo operaio e speculazioni imprenditoriali: e la politica?

Dopo tre anni, l’impresa sociale dei lavoratori della ex GKN può iniziare la produzione. A ritardarla sono l’inerzia dello Stato e della Regione e le speculazioni della proprietà. Ancora una volta dovrà essere il protagonismo dei lavoratori a sostituire l’incapacità della politica e la ricerca esclusiva del profitto di sedicenti imprenditori.

Rapporto 2023 e Controfinanziaria

La nuova “Controfinanziaria” proposta da Sbilanciamoci! nel Rapporto 2023 contiene l’analisi critica della Legge di Bilancio 2023 appena approvata dal parlamento e una proposta di contromanovra a saldo zero con 75 proposte (quasi 54 miliardi) per una politica economica diversa e per indirizzare la spesa pubblica verso un modello di sviluppo alternativo fondato su sostenibilità, diritti, pace e giustizia sociale.

“Patria o morte”

Il titolo di questo intervento può sembrare retorico e nazionalista, quindi tipicamente di destra: ma era il motto di Ernesto Guevara. Ed è un motto giusto anche qui e ora. Le decisioni politiche che hanno il massimo effetto sulla vita delle persone vengono prese a livello nazionale. Questo, dunque, deve essere il terreno del massimo impegno per la sinistra.

Il deficit non basta per cambiare la società

La nota di aggiornamento al DEF evoca un rilancio della «crescita in chiave di sostenibilità ambientale e sociale». Intento lodevole ma non sorretto, nonostante l’attenuarsi dei vincoli europei, da proposte adeguate. A cominciare dalla riforma del fisco a beneficio delle classi medie: davvero poca cosa e non certo una priorità.

Corsa agli armamenti: che passione!

Il complesso militare-industriale dell’occidente contribuisce più di ogni altra entità a orientare le politiche estere dei diversi Paesi (gli Stati Uniti in particolare) e la distribuzione della ricchezza al loro interno. È un paradigma comune a numerose realtà simili, a cominciare dal settore delle grandi opere infrastrutturali.