Siria. Vacilla l’accordo tra governo e Kurdi

Un paio di settimane fa l’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est ha sottoscritto un accordo con Aḥmad Ḥusayn al-Shara, principale esponente del nuovo Governo in Siria, finalizzato all’integrazione delle proprie istituzioni nello Stato siriano (nel quadro di un processo di ricomposizione e unificazione del Paese). Ma al momento le procedure sembrano essersi arenate e gli accordi potrebbero risultare lettera morta.

Camminanti, un popolo dimenticato

Pur se disapplicata, la legge a tutela delle minoranze linguistiche del Paese ha compiuto, nei giorni scorsi, 25 anni. Nonostante gli impegni presi manca ancora, invece, una disciplina a tutela dei “camminanti”, i Sinti e i Rom. Di più, essi continuano ad essere discriminati. Lo denuncia la Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza. Naturalmente le nostre istituzioni, anziché fare ammenda, si indignano.

La Siria e le incerte prospettive delle minoranze

La caduta del sanguinario regime di Assad, propiziata da un gioco di squadra tra Tel Aviv e Ankara, apre per la Siria prospettive incerte. In particolare per le minoranze. L’uomo forte del nuovo regime, al-Jolani, è, infatti, un fondamentalista salafita su cui ancora pende una taglia Usa di 10.000 dollari e la Turchia, sua mentore, cerca di cogliere l’occasione per cancellare la presenza kurda nel Rojava e annetterne il territorio.

Ha vinto il Sì. Viva il No!

La vittoria del Sì nel referendum è stata netta, anche se il No ha dimostrato di non essere marginale nel Paese. Che fare ora, nel nuovo assetto istituzionale caratterizzato da una virata maggioritaria? Ragionare su nuove strade. Con due obiettivi prioritari: riunificare il campo che si è diviso nel referendum e aggiornare il modo di fare politica.