Il Tav, i media e i voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto, in Italia, una durata trentennale come quello contro la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon, la quale, per parte sua è di là da venire. Ma i media torinesi lo ignorano e, in occasione dell’ultimo grande corteo da Venaus a San Giuliano, preferiscono dare la parola a un no Tav pentito che spara a pallettoni contro il movimento e, naturalmente, contro il centro sociale Askatasuna.

Ex GKN: il futuro irrompe

La lotta dei lavoratori dell’ex GKN, da 15 mesi senza stipendio, è a una svolta. C’è un piano industriale che ha superato ogni verifica. Ma gli investitori istituzionali e privati si limitano a promesse a cui non seguono fatti. Evidentemente sono in molti a volere che l’impresa fallisca. Per contrastare questo atteggiamento e dimostrare che “si può fare” una grande manifestazione nazionale è indetta a Firenze il 18 ottobre.

Per cosa manifesterà la piazza del 15 marzo?

Il ceto di governo europeo, incapace in questi anni di qualunque iniziativa di pace, oggi non sa far altro che decidere il riarmo dell’Europa: alimentando così sempre nuovi conflitti e abbattendo ulteriormente lo Stato sociale. Per questo la manifestazione del 15 marzo non servirà a molto, e anzi finirà per assecondare lo scivolamento verso la guerra, se le bandiere europee non saranno affiancate da quelle della pace.

Non ci interessa vincere la guerra, vogliamo vincere la pace

Sabato 5 novembre, a Roma, si è consumato un evento straordinario. Con una partecipazione eccezionale per quantità e qualità. Tantissimi giovani e giovanissimi si sono ritrovati in sintonia con i più anziani, nel “ripudio” della guerra, delle sue logiche, del suo linguaggio. Con un obiettivo esplicito nonostante maldestri tentativi riduzionisti: non ci interessa vincere la guerra, vogliamo vincere la pace!

L’alternativa della pace: rendiamola possibile!

Esigiamo la pace! È ora – il 5 novembre a Roma – di far sentire, forte, la voce del movimento pacifista. La pace non è una resa. La resa è pensare che non vi sia alternativa all’escalation, al combattimento. Chiedere con una grande manifestazione il cessate il fuoco e una conferenza internazionale di pace è il primo passo. Un passo per la pace, un passo per invertire la rotta e per andare verso un altro futuro.

L’altra guerra

La Terra non può permettersi una nuova guerra, combattuta sul campo o fredda che sia. Solo il pacifico coinvolgimento di tutte le nazioni in scelte razionali sul piano dei modelli di consumo e dell’uso delle risorse può garantire un futuro non distruttivo. Questa indicazione, contro la guerra e contro la corsa agli armamenti, deve animare la grande manifestazione del prossimo 5 novembre.

TAV. Venaus 14 anni dopo

Anche quest’anno, l’8 dicembre, almeno 15.000 persone hanno sfilato da Susa a Venaus per ricordare quando, 14 anni fa, il Movimento No Tav si riprese i terreni cintati dalla polizia per consentire i carotaggi. A dimostrazione che l’opposizione alla linea Torino-Lione prosegue e fa scuola, anche tra i giovani.