Svezia: dopo la strage, la fiera dell’ipocrisia
Forse non sapremo mai perché il 4 febbraio, in Svezia, in una scuola per adulti, un giovane, isolato e senza lavoro, ha ucciso dieci persone (in gran parte migranti) e infine sé stesso. Ma sappiamo che il fatto e la sua (probabile) motivazione razzista rappresentano una sconfitta per la società svedese, impegnata nel sostituire il welfare con una deriva securitaria.
