Blockchain o Ball and Chain? Il diabolico incrocio tra criptovalute e intelligenza artificiale

Il concetto di criptovaluta è ostico, ma chi ha giocato a Monopoli ne ha una conoscenza intuitiva. La differenza è che i soldi, invece di darteli la banca all’inizio, te li devi sudare in una gara a chi fa prima a risolvere un puzzle. Ma la conoscenza intuitiva non basta e il profano fatica a capire, soprattutto quando nel “gioco” entra l’intelligenza artificiale.

Un Papa al G7

La partecipazione di Papa Francesco ai lavori del prossimo G7, nella sezione dedicata all’intelligenza artificiale (oggetto di risalente attenzione da parte della Chiesa cattolica), pone un interrogativo radicale: è lecito rivendicare un’etica per l’intelligenza artificiale a partire da una posizione di forza che nega o omette di occuparsi di un’etica concreta del pluralismo religioso?

Clic senza frontiere: cosa c’è alla base dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è il frutto di miliardi di clic che “imboccano” un algoritmo e gli consentono di fare previsioni attendibili. Ma questi clic, che rendono il dato finale merce pregiata, sono, a loro volta, frutto del lavoro invisibile e sottopagato di milioni di lavoratori collocati in tutto il mondo, da Gallarate a Lagos e a Bangkok. Il tutto nella nostra tranquilla ignoranza, propiziata da una sorta di infatuazione collettiva.

Internet. La promessa tradita

Dicono che Internet sia sempre esistita. No, l’abbiamo creata noi Boomer. Ci ricordiamo bene l’entusiasmo con cui abbiamo accolto i primi vagiti della Rete e la sua crescita, in una stagione di grandi ideali. E ahimè sentiamo cocente la delusione per come è finita, spalancando ai mercanti le porte della nuova casa per tutti che noi pensavamo di costruire e ristabilendo in peggio i privilegi e le discriminazioni del passato.

L’intelligenza artificiale in tribunale: la denuncia del New York Times

Il New York Times ha fatto causa a OpenAI e a Microsoft accusandole di utilizzare massivamente e abusivamente le sue pubblicazioni giornalistiche per alimentare e “istruire” i propri sistemi di intelligenza artificiale. Il procedimento ha suscitato grande scalpore. Giustamente, perché ad essere coinvolti, oltre al diritto d’autore, sono gli effetti delle nuove tecnologie sul modo di percepire e interpretare la realtà

Gaza. Operazione “Spade di ferro”

Le ampie autorizzazioni concesse all’esercito per bombardare obiettivi non militari, l’allentamento delle restrizioni sulle morti di civili previste e l’uso di un sistema di intelligenza artificiale per generare un numero di obiettivi più vasto di sempre hanno contribuito alla natura distruttiva delle prime fasi della guerra di Israele nella striscia di Gaza. Lo rivela un’indagine delle testate israeliane +972 Magazine e Local Call.