Educazione e scuola in tempi di crisi

La domanda è d’obbligo: in tempi di crisi val la pena di occuparsi dell’educazione e della scuola? La risposta non può che essere affermativa. In questi tempi bui è più che mai necessario occuparsene per sorvegliare che non vengano sparsi semi di violenza nel campo, fertilissimo, dell’educazione; per controllare che non si sostituisca il sapere con la propaganda; per difendere strenuamente la libertà di pensiero e di insegnamento.

La censura a Eric Gobetti e la scuola sotto tutela

Secondo la Costituzione l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Ne erano persuasi i docenti di una scuola del torinese che hanno invitato lo storico Eric Gobetti, non allineato al pensiero dominante, a parlare della questione delle foibe. Ma i fatti li hanno smentiti: a seguito dell’intervento di un consigliere regionale di Fratelli d’Italia, la conferenza è stata “rinviata”. Così nasce e si sviluppa il fascismo.

Insegnare, un mestiere preso nella gabbia del genere

Esiste una discriminazione di genere che non esclude ma che, anzi, seleziona le donne come soggetti ideali per far slittare verso il lavoro di cura un intero settore, quello dell’istruzione, che, soltanto a parole, è vitale per il Paese. Se il mestiere dell’insegnante fosse attrattivo, non ci sarebbe alcuna ragione per una così schiacciante preponderanza femminile.