racconto

Il racconto pubblico ostaggio della guerra

In nome di un irragionevole affidamento al fascino della guerra, l’impensabile e l’indicibile è diventato “opzione possibile”. Nell’universo mediatico il ricorso alle armi è considerato l’unica dimensione concepibile mentre le ragioni della nonviolenza sono irrise come appannaggio di “anime belle”. E’ il momento di ricordare il motto gandhiano: “Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”

Non sbattere il mostro in prima pagina

La presunzione d’innocenza, già prevista in Costituzione, è ora oggetto di un decreto legislativo che vieta alle pubbliche autorità di indicare come colpevole la persona sottoposta a indagini fino a condanna definitiva e regolamenta le modalità con cui il pubblico ministero può dare informazioni sulle indagini. Lodevole l’intento, ma la disciplina prevista dà adito a non pochi dubbi.

Jill Abramson, Mercanti di verità (Sellerio, 2021)

Mercanti di verità, la rivoluzione nel mondo dell’informazione e del giornalismo. Vecchi mezzi di informazione contro nuovi. I quotidiani tradizionali, le testate televisive contro le nuove realtà digitali e del web. L’autrice, Jill Abramson, prima donna direttrice del New York Times, racconta la crisi del quinto potere: old media versus new media…

C’era una volta l’informazione

Tra gli effetti del Covid-19 c’è anche un ulteriore scadimento dell’informazione (che già non versava in buono stato). Ormai passano solo certe notizie e manca totalmente la critica. I media sono totalmente asserviti al potere e i giornalisti, se vogliono conservare il posto di lavoro, si trasformano in valletti accondiscendenti.

Chiudere con la pandemia

Il problema centrale non è la pandemia ma la sua gestione. Quel che si deve fare a livello planetario è chiaro, ma vi ostano interessi nazionalistici e delle case farmaceutiche che suggeriscono chiacchiere inutili e fuorvianti, fonte di una fitta nebbia conoscitiva. Così il Covid-19 si trasforma da questione sanitaria in test di democrazia.

RAI: servizi o marchette?

Una volta l’informazione televisiva era fondata sul “panino”: a dire la prima e l’ultima parola era sempre il personaggio “amico”. Ora tutto è cambiato: si intervista solo il personaggio… Ne sono esempi di scuola due servizi del TG3: sulla crisi dello sci e sullo sterminio di visoni in tempi di Covid. È questo il nuovo giornalismo?